Hacktivist – Recensione: Outside The Box

Gli Hacktivist, gruppo inglese che ha all’attivo un solo omonimo EP del 2013, che grazie all’intensa attività live è riuscita a crearsi un discreto seguito a dispetto dei pochi brani prodotti. Grande attesa, dunque, destava questo debut album, “Outside The Box”, vero e proprio battesimo del fuoco per Jermaine “J” Hurley (voce rap), Ben Marvin (voce), Tim “Timfy James” Beazley (chitarre), Josh Gurner (basso) e Richard Hawking (batteria).

Il genere proposto dai nostri è puro Rap-Metal, la cui codificazione e stagione più fortunata è stata quella degli anni ’90 grazie a band quali Rage Against The Machine e Korn, e rispetto all’EP gli Hacktivist mantengono inalterato il loro approccio alla composizione: un suono di chitarra distorto, volutamente ribassato che dipinge scenari apocalittici, atmosfere claustrofobiche sulle quali si innesta un cantato prevalentemente rap, senza che però vanga accantonato quello pulito, a raccontare le ansie e le paure di una società vittima delle cospirazioni, della corruzione e dell’oppressione. Le canzoni degli Hacktivist giocano molto su questi continui cambiamenti di umore in cui soluzioni ariose vengono presto spazzate via da riff sincopati che spesso riportano alla mente il sound dei Meshuggah.

“Our Time” è una dichiarazione di intenti e apre questo disco che con la successiva “Hate” entra subito nel vivo presentandoci il sound della band. La successiva “Deceive And Defy” parte con un taglio decisamente più radiofonico per virare verso territori più estremi e oscuri sul finale in una girandola di emozioni che caratterizza questo highlight del disco. “Taken” prosegue nel solco scavato dal precedente brano mentre “The Storm” spezza il ritmo del disco, fin qui molto sostenuto, col suo mood sognante. Si torna a picchiare duro con “No Way Back” e “False Idols” mentre “Rotten” gioca più sull’anima rap del gruppo vista la presenza di Astroid Boys e Jot Maxi. La pesantezza di “Elevate” e “Buszy”, l’introspezione della title track e la conclusiva seconda parte di “The Storm” chiudono stancamente questo disco.

In conclusione questo “Outside The Box” è un buon disco d’esordio che contiene alcuni brani davvero forti ma diversi sono i passaggi a vuoto che vanno ad inficiarne la riuscita finale. Lungo il loro cammino gli Hacktivist dovranno affinare qualcosa in fase di scrittura ed evitare di restare imbrigliati in un genere e in una forma canzone che potrebbe far perdere credibilità al progetto.

HACKTIVIST_artwork

Voto recensore
6,5
Etichetta: UNFD Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Our Time (feat. Marlon Hurley) 02. Hate 03. Deceive And Defy (feat. Jamie Graham) 04. Taken (feat. Rou Reynolds) 05. The Storm 06. No Way Back 07. False Idols 08. Rotten (feat. Astroid Boys & Jot Maxi) 09. Elevate 10. Outside The Box 11. Buszy 12. The Storm II
Sito Web: http://www.hacktivist.uk.com/

Pasquale Gennarelli

view all posts

"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login