Metalium – Recensione: Grounded – Chapter Eight

“We are Heavy Metal, If You don’t like it, fuck you!”. Questa frase introduce l’opener del nuovo disco dei Metalium. Per la band tedesca l’heavy metal è ancora una fede, uno stile di vita in cui credere spasmodicamente, basta scorrere alcuni titoli delle canzoni. E questo potrebbe bastare a convincere i true metallers più sanguigni ad acquistare ad occhi chiusi l’ottavo capitolo della discografia dei nostri. I Metalium, nel corso della propria onorata carriera non sono mai riusciti a convincermi fino in fondo, con il loro power/heavy di stampo teutonico. Troppo discontinua la qualità degli album, tante canzoni simili tra loro e fatte con lo stampino, troppo abusato il clichè della doppia cassa sparata a mille e la voce a sirena. Ma “Grounded” sembra aver preso un’altra direzione e va a collocarsi probabilmente tra i dischi più riusciti di Henning Basse e soci. Nonostante l’originalità non sia di casa, convincono i riff monolitici, i refrain à la Primal Fear prima maniera, l’incedere quasi doom di “Pharos Slavery”, la ballad metallica “Borrowed Time” che ci svela un lato più intimista dei Metalium e ci fa apprezzare questa opera per la propria adrenalina e potenza. Non mancano ovviamente le sfuriate in doppia cassa, vero marchio di fabbrica dei Metalium, ma l’alternanza con mid tempos rocciosi permette a “Grounded” di presentarsi come un disco onesto e, finalmente, più maturo.

Voto recensore
6
Etichetta: Massacre Records / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist:
01. Heavy Metal
02. Light Of Day
03. Pay For Free
04. Pharos Slavery
05. Crossroad Overload
06. Falling Into Darkness
07. Alone
08. Borrowed Time
09. Once Loyal
10. Lonely

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