Falconer – Recensione: Grime vs. Grandeur

Dopo due album eccellenti (‘Falconer’ del 2001 e ‘Chapters From A Vale Forlorn’ del 2002) ed uno più che buono (‘Sceptre Of Deception’, 2003) arriva anche per i Falconer il momento della flessione compositiva. Con ‘Grime vs. Grandeur’ uno dei migliori gruppo di power con forti tendenze folk compie il primo passo falso, coniando una serie di pezzi che nel complesso meritano appena la sufficienza e senz’ombra di dubbio, nell’ambito del marasma di uscite mensili, non rientrano fra le priorità.

Per il nuovo lavoro Stefan (chitarrista e leader del gruppo) ha dato spazio al singer Kristoffer, sia per quanto concerne l’aspetto musicale (il 25% delle composizioni è frutto del suo sacco) che per quanto riguarda i testi. Dal risultato ci permettiamo di consigliare a Stefan di riprendere immediatamente le redini della situazione.

I testi perdono l’afflato epico-storico e diventano quasi degli estratti dagli scialbi album di alternative rock della scena “grunge” ormai defunta. Si passa dalle paturnie per essere stato mollato dalla morosa (in ‘Emotional Skies’ e ‘I Refuse’… quasi peggio di una melassa sanremese…) al sesso senza protezione (‘The Assailant’), dal pezzo riguardante un drogato (‘The Return’, colmo di cliché ridicoli e mediocri) ai problemi dei giovinastri svedesi ubriaconi (in ‘Purgatory Time’). Le uniche track che si salvano sono ‘Child Of The Wild’, relativo all’insensatezza della persecuzione dei cosiddetti animali pericolosi quali i lupi sino all’ennesima rivisitazione del mito di Jack lo Squartatore in ‘Jack the Knife’. Insomma… speriamo presto di tornare a leggere i bellissimi testi relativi alla storia scandinava ed alla mitologia di quei popoli.

Per quanto riguarda la musica possiamo in parte tirare un sospiro di sollievo, visti i risultati gradevoli di composizioni come ‘Emotional Skies’ sostenuta da ottime linee melodiche ed aperture armoniche estremamente commerciali ma gradevoli (eccellente l’uso della doppia linea vocale nel coro). Altri brani ben riusciti sono anche la conclusiva mid up tempo powereggiante intitolata ‘Child Of The Wild’, che ci fa ascoltare alcuni passaggi folk ed anche la cavalcata di ‘Humanity Overdose’; purtroppo, però, a parte alcuni episodi, non è possibile esprimere un giudizio entusiasta su un album, ‘Grime vs, Grandeur’, che delude parecchio.

Appena passabile.

Voto recensore
6
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2005

Tracklist: 01. Emotional Skies
02. Purgatory Times
03. I Refuse
04. Humanity Overdose
05. The Assailant
06. Power
07. No Tears For Strangers
08. The Return
09. Jack The Knife
10. Child Of The Wild

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login