Great Master – Recensione: Skull and Bones

 

Tre anni dopo il terzo album “Lion and Queen”, i veneziani Great Master tornano con rinnovata grinta e diversi cambiamenti eccellenti, rappresentati dal nuovo bassista Massimo David e da Stefano “Stex” Sbrignadello che va a sostituire alla voce lo storico Massimo Bastasi. Frutto di questi rinnovamenti è il nuovissimo “Skull and Bones”, concept album ispirato all’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson (ne è una sorta di prequel) ed alla serie tv Black Sails, che ci porta all’avventura insieme a mitici personaggi come Flint, Long John Silver, Barbanera e John Rackam.

 

Un quarto album che appunto, ha come sottotitolo “Tales From Other The Seas”, e si pone come opera articolata ed ambiziosa, dall’artwork, tratto dall’opera dell’artista statunitense James Gale Tyler, e realizzato da Jahn Vision Art, assai suggestivo ed ovviamente a tema piratesco, fino a mixing, mastering e produzione di Simone Mularoni ai “Domination Studios” di San Marino, per un risultato scintillante, potente ed evocativo.

 

 

Musicalmente l’ossatura rimane un epic metal con qualche elemento più classico, che si sostiene sulla chitarra sempre ispirata del leader Jahn Carlini, e predilige tempi medi, con rari episodi più arrembanti come nelle notevoli “War” e “Skeleton Island”. Grande il lavoro svolto su cori e voce solista, grande ad uno Stefano Sbrignadello che ad urla e strepiti preferisce raccontare e interpretare, rendendo suggestive songs come “A Hanged Man” ed una “The Black Spot” che ci rammenta i Savatage con un pizzico di epicità e solennità in più. Si va sul sicuro poi con le melodie piratesche ed ultra catchy dell’immediata opener “Shine On” e della title track che aggiunge una piacevole nota folkeggiante, nata per essere cantata a squarciagola durante i concerti. E concludiamo con una “Long John Silver” che si aggiunge ai classici del gruppo, grazie ad una struttura articolata quasi prog metal ed una maturità compositiva che la rendono il pezzo migliore del disco.

“Skull and Bones” rappresenta per i Great Master un ritorno godibilissimo e reso al massimo delle loro capacità e potenzialità musicali, non ci resta che consigliarlo e salpare insieme a loro per questa nuova ed eccitante avventura!

Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2019

Tracklist: 01.Hostis Humani Generis 02. Shine On 03. Urca De Lima 04. Over The Seas 05. War 06. A Hanged Man 07. The Black Spot 08. Long John Silver 09. Towards The Sunset 10. Skeleton Island 11. Skull And Bones
Sito Web: https://www.great-master.com/

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