Grand Magus – Recensione: Grand Magus

La storia dei Grand Magus ha inizio in Svezia, a Stoccolma, nel 1996, quando i due terzi dei componenti suonavano in una band locale chiamata Smack. Dopo l’abbandono da parte del batterista, Janne (voce e chitarra) e Foxen (basso e backing vocals) hanno deciso di reclutare un nuovo batterista, Trisse, con l’intento di mettere su un’altra band per imboccare la strada fatta di suoni e atmosfere piu’ pesanti che gia’ i due avevano imboccato suonando insieme. Dopo un po’ di prove e di piccoli concerti, decisero che Trisse era l’uomo per loro, ma decisero anche di cambiare il nome della band, dato che Smack non si addiceva al loro stile di musiche e liriche. E quindi ecco i Grand Magus…che hanno anche collaborato ad un single insieme con gli Spiritual Beggars, chiamato "Twilight Train", rilasciato dalla Southern Lord Records. Vendettero mille copie praticamente all’istante! All’inizio del 2001 i Grand Magus catturarono l’attenzione di Mr. Lee Dorrian, leader dei Cathedral e della Rise Above Records, che, per chi non lo sapesse, ha accompagnato molti altri artisti del genere stoner/doom quali Orange Goblin, Electric Wizard, sHeavy, Goatsnake, tanto per citarne alcuni…il genere dei Gran Magus puo’ essere identificato nello stoner doom, ma nelle loro canzoni si nota anche l’influenza del blues, soprattutto nei pezzi meno tirati, "Generator" ne e’ un buon esempio e un particolare plauso va alla voce di Janne, che dimostra una grande capacita’ di controllo delle tonalita’ e uno stile davvero molto bluesy, improntato pero’ in maniera aggressiva negli alti, in cui trasforma la delicatezza dei toni medio-bassi in vere e proprie urla, ma sempre molto ben controllate. Una delle qualita’ della band che davvero stupisce e’ la capacita’ di creare dei riff assolutamente potenti e trascinanti, qui il "groove" c’e’ e si sente! Le loro ritmiche e il loro incedere ricordano molto da vicino i "mostri sacri" del rock dei mitici seventies quali Black Sabbath, Lynyrd Skynyrd, Mountain e Deep Purple. E’ uno di quei dischi che fa "battere il piede e scuotere la testa" durante l’ascolto, scorre bene e non annoia. Altri buoni esempi di questo loro primo lavoro in studio sono "Legion", caratterizzata da un riff portante davvero coinvolgente, e "Black Hole", in cui predominano atmosfere blues e stoner allo stesso tempo, brevi assoli a separare le strofe. E anche qui Janne da’ dimostrazione di avere delle doti vocali non comuni, soprattutto nella gestione delle tonalita’. Nella canzone di chiusura, "Mountain Of Power", la caratteristica principale e’ la potenza, il suono distorto e cadenzato, lento, ma anche qui molto accurato nella ricerca di una melodia e di un giro di accordi particolarmente trascinante. Certamente non e’ adatto a chiunque, dato che il loro genere, anche se non e’ estremo, e’ particolare, e’ stoner/doom, quindi bisogna avere gia’ avuto a che fare con questo tipo di sonorita’, ma a mio avviso chi ha apprezzato i lavori degli Spiritual Beggars, come "Mantra III" o "Ad Astra", non rimarra’ deluso dai Grand Magus, anzi ne restera’ affascinato e dalle parole di Janne i Grand Magus sono "la combinazione di fuoco e magia, celebrazione per il Sole a per la Terra". Quindi un disco magico incentrato sul tema della natura e del rapporto dell’uomo con essa e i misteri che lo circondano. Un gran bel lavoro da parte di Janne & Co. e, come sempre, complimenti a Mr Lee Dorrian che, scoprendo continuamente questi nuovi talenti del doom, ci da’ la possibilita’ di ascoltare sempre buona musica!

Voto recensore
8
Etichetta: GRAND MAGUS

Anno: 2001

Tracklist: Gauntlet / Legion / Never Learned / Black Hound Of Vengeange / Coat Of Arms / Generator / Wheel Of Time / Lodbrok / Black Hole / Mountain Of Power

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