Grand Magus – Recensione: Wolf God

Tra le più interessanti realtà in ambito heavy metal classico emerse negli ultimi tempi, i Grand Magus si sono affermati nel corso degli anni come un inamovibile punto di riferimento per i fan di questo tipo di sonorità. A tratti vicini a una proposta molto essenziale e quasi stoner-doom, altre volte aderenti a una dimensione più epica e corposa, album dopo album i tre svedesi sono finora sempre stati in grado di dire la propria con grande personalità. Ecco quindi che il loro nono disco in carriera non poteva che venire atteso con grande trepidazione da una certa fetta della comunità dei metalheads.

Il nuovo arrivato “Wolf God” è innanzitutto molto coerente con la proposta e la produzione dei nostri, ovvero concentrato su un numero non elevato di brani, tutti efficaci coi loro tiro, impatto e refrain fatti apposta per non venir dimenticati facilmente. D’altra parte dobbiamo anche essere oggettivi e ammettere che l’ultimo lavoro del terzetto di Stoccolma, pur se convincente e come sempre di qualità, questa volta appare un po’ più schematico del solito.

Alla medievaleggiante intro strumentale posta in apertura, intitolata “Gold And Glory”, fa seguito il già ascoltato, rocciosissimo singolone “Wolf God”, che nelle settimane antecedenti la release ha annunciato in pompa magna il ritorno della band. Si prosegue alla grande con la tiratissima “A Hall Clad In Gold”, potente nell’incedere ed epica nel ritornello, e con l’hard rock quasi seventies di “Brother Of The Storm”. “Dawn Of Fire” è quindi un mid-tempo marziale e solenne, tipico pezzo che per i Grand Magus è ormai una specialità della casa. Ci si torna a scatenare sugli elevati ritmi della breve e immediata “Spear Thrower”, mentre una canzone come “To Live And Die In Solitude”, nonostante il suo sapore di già sentito su altri platter del combo di Stoccolma, beneficia di un riffing e di un refain vincenti.

Col suo attacco jazzistico, che lascia però presto spazio al consueto stile dei nostri, “Glory To The Brave” (nulla a che vedere con la ballatona che dà il titolo al mitico debutto degli Hammerfall!) è poi un pezzo non particolarmente incisivo, al pari di “He Sent Them All To Hell”, composizione piacevole ma che ricorda molto da vicino altre tracce della band. Il terremoto della conclusiva “Untamed” rimette comunque le cose in chiaro con le sue sfuriate e la sua giusta dose di cattiveria ed epicità.

Tirando le somme, “Wolf God” è un bell’album che non deluderà e tanto meno non spiazzerà i sostenitori del gruppo svedese. Questo essere non troppo coraggioso, e soprattutto molto aderente a certi schemi già sperimentati con successo dal terzetto, rende comunque il suo ultimo disco un po’ inferiore agli illustri predecessori. I Grand Magus si dimostrano in ogni caso in forma e sempre abili nello scrivere ottime canzoni, per cui un platter di transizione ci può stare e non ce la sentiamo di preoccuparci più di tanto.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2019

Tracklist: 01. Gold And Glory 02. Wolf God 03. A Hall Clad In Gold 04. Brother Of The Storm 05. Dawn Of Fire 06. Spear Thrower 07. To Live And To Die In Solitude 08. Glory To The Brave 09. He Sent Them All To Hel 10. Untamed
Sito Web: https://www.grandmagus.com

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