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Gone Is Gone – Recensione: Echolocation

Profondo, a tratti oscuro ma al tempo stesso avvolgente ed intrigante. Questa in – estremissima –  sintesi la descrizione di “Echolocation”, debut album dei Gone Is Gone. Band composta da Troy Sanders (Mastodon), Tony Hajjar (At The Drive-In), Troy Van Leeuwen (Queens Of The Stone Age) e Mike Zarin che debutta sulla lunga distanza dopo un EP d’esordio di qualche mese fa.

Un disco “rock” a tutto tondo, dove le band d’origine dei nostri non “mettono lo zampino” in una raccolta di canzoni che vogliono sperimentare strade alternative.

Tempi medi, atmosfere cupe ed una voce – Troy Sanders – che in più di un’occasione sembra davvero rapito dalle linee melodiche. Intrigante la “sghemba” “Gift”, che coagula le esperienze dei nostri in funzione di una canzone dal forte potenziale radiofonico. Carica di groove “Ornament”, che piace per quel basso pulsante che guida l’ascoltatore verso l’ignoto. Notevole anche l’opener “Sentient”, che flirta con i Deftones più onirici.

Applausi per “Dublin”, ballata a tinte grigie dai forti tratti Ulver (“Perdition City” – era) che rapisce per intensità. Della stessa pasta – almeno per quanto riguarda il mood – “Fast Awakening”, canzone dove Troy Sanders flirta pesantemente con un “certo” Ian Curtis.

Soprende “Resolve”: morbida song poggiata sulla chitarra acustica di Troy Van Leeuwen, accompagnata dalla voce quasi sussurrata di Sanders. Una sorpresa, davvero. Ottima la chiusura con “Echolocation”, canzone dalle molte facce ma che piace per le qualità melodiche del chorus.

Un disco di debutto molto interessante. I Gone Is Gone sono più di un “supergruppo”, sono un’entità con un’anima ben precisa.

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Voto recensore
7
Etichetta: Rise Records

Anno: 2017

Tracklist: 1.Sentient 2. Gift 3. Resurge 4. Dublin 5. Ornament 6. Pawns 7. Colourfade 8. Roads 9. Slow Awakening 10. Fast Awakening 11. Resolve 12. Echolocation
Sito Web: http://goneisgoneofficial.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per una agenzia di stampa, scavezzacollo munito di penna per i sodali del Club Alpino Italiano ed “untore” black-metal in radio. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 18 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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