Gojira – Recensione: Magma

Sesto full-length per i transalpini guidati dai fratelli Joe (voce, chitarra) e Mario Duplantier (batteria) accompagnati da Jean-Michele Labadie (basso) e Christian Andreu (chitarra): “Magma”, una fredda eruzione di suoni, in evoluzione rispetto alle prove precedenti e alle prime avvisaglie date dall’ultimo “L’Enfant Sauvage”.

Questo nuovo album si apre con “The Shooting Star”, un riff pesante come un macigno su un mid-tempo, atmosferico, con vocals pulite, ritmiche sincopate nei fill e invero una sorpresa, a dirla tutta: “Silvera”, secondo singolo pubblicato, è un pezzo clamorosamente epico e pesante dove ogni cosa funziona a meraviglia come il riff iniziale, la ritmica sontuosa e le vocals rabbiose che diventano ieratiche nel refrain prima di annichilire con un assolo centrale controbilanciato dal sottofondo con cori e ritmica piena ma non invadente.

“Stranded”, pubblicata come prima succulenta anticipazione di questo “Magma”, vede una svisata di chitarre con slide in ottava e una batteria chirurgicamente precisa che insieme alla voce cambia il mood del brano, proponendo soluzioni ritmiche più particolari nel ritornello e un intermezzo più progressive anche stavolta con vocals pulite. Fra le due tracce citate si pone “The Cell”, una violenta discesa in corsa dove le chitarre e il basso procedono all’unisono per fare da base a una voce disperata e se il refrain alleggerisce la tensione sonica, nuove allitterazioni ritmiche rimescolano le carte in tavola per far finire seccamente il brano. “Yellow Stone” vede come personaggio principale il basso ed è uno strumentale che precede la particolarissima title-track in cui i suoni di chitarra si fanno più strani, le parti strumentali più progressive e le vocals cantilenanti cuciono una trama intorno al ritornello più nello stile proprio del gruppo.

Atmosfere tribali in “Play”, per le percussioni che costellano la traccia e per i suoni esotici che si sentono in sottofondo all’inizio: frequenze basse e spaziali fino a quando non entra la voce che insieme al resto della truppa spezza gli equilibri, le percussioni riprendono lo spazio e creano un climax da tempesta incombente che si realizza dopo poco; ritorna un riff con uno slide su ottave in “Only Pain” che preannuncia una tensione palpabile fin dall’inizio del tempo medio di “Low Lands”, una traccia che procede e raggiunge ad un’esplosione finale prima dello strumentale per chitarra e percussioni posto in coda e che risponde al nome di “Liberat”.

Un lavoro non facile, questo “Magma”, che pone nuove basi per il futuro dei Gojira: la qualità e la sostanza del materiale proposto sono innegabili anche se ai puristi potrebbero far storcere il naso certe soluzioni che fanno capolino durante i neanche cinquanta minuti del platter. imperativo ascoltare più volte con attenzione e scoprire le sfumature che si nascondono dietro l’apparente semplicità.

Gojira-Magma

Voto recensore
8
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. The Shooting Star 02. Silvera 03. The Cell 04. Stranded 05. Yellow Stone 06. Magma 07. Pray 08. Only Pain 09. Low Lands 10. Liberat
Sito Web: http://www.gojira-music.com/index.php

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Andrea

    Grande Meskio, come sempre! Rece azzeccatissima!

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  2. Fabio Meschiari

    Grazie mille, Andrea!

    Reply

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