Godwatt – Recensione: L’Ultimo Sole

Una lunga introduzione in buona parte strumentale, che vuole forse esprimere una sofferenza che va al di là delle parole. E’ “Catene“, brano iniziale di “L’Ultimo Sole“, un album che forse non si digerisce al primo ascolto, ma che ha molte frecce al suo arco. Il trio laziale dei Godwatt si mette a nudo e si presenta con tutta la forza che ha a disposizione, utilizzando questo album come occasione per riproporre un pezzo di storia del proprio passato. “L’Ultimo Sole” è infatti composto da sette brani estratti da un disco autoprodotto e uscito nel 2014, “MMXVXMM”, a cui si aggiungono due estratti da un altro lavoro indipendente, intitolato “Senza Redenzione”; il tutto è stato sottoposto a un trattamento di bellezza e ri-registrate, pur mantenendo un sound che è al tempo stesso grezzo e ruvido, che si addice molto bene allo stile del gruppo.

Con i loro brani i Godwatt non usano mezze misure: i loro testi parlano di morte, di statue di marmo che si sgretolano, di distruzione e decadimento ad opera del tempo con poche ma incisive parole, intervallando ciascuna frase con un riff di chitarra, quasi a volerci lasciare del tempo per riflettere, prima di tirarci la pugnalata successiva. Il loro è uno stoner rock pesante ma non privo di grazia, con pochi ma significativi assoli e alcuni cambi di tempo all’interno dei brani, tutti piuttosto lunghi, per  arrivare agli oltre nove minuti della title track. Nonostante quasi tutti i pezzi seguano ritmi abbastanza lenti (fa eccezione “Scheletro“, forse il brano meno stoner e dall’approccio più semplice dell’album), alla fine dell’ascolto di “L’Ultimo Sole” ci si sente frastornati, come schiacciati da una cappa di oppressione senza via di uscita. Non si tratta di sensazioni piacevoli, certo, ma se l’intento dei Godwatt è quello di farci riflettere sulla nostra condizione umana contestando la fede più canonica a cui molti di noi sono abituati, allora il risultato è stato raggiunto in pieno.

 

godwatt

Voto recensore
7
Etichetta: Jolly Roger Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Catene

02. Condannata

03. Memoria

04. Cenere

05. Nostro Veleno

06. Nessuno Mai

07. L'ultimo Sole

08. Scheletro (Cd Bonus)

09. Venus (Cd Bonus)
Sito Web: https://www.facebook.com/godwatt/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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