Godsmack – Recensione: When Legend Rise

Una famosa massima di Lemmy (che da questo punto di vista è secondo solo ad Andreotti) recita “se pensi di essere troppo vecchio per il rock’n’roll, allora lo sei.” Chissà se ci hanno pensato, i Godsmack mentre annunciavano il loro passaggio verso un suono hard rock che completa di fatto, il processo di ammorbidimento avviato dal precedente “1000 hp“. Per farlo, la band si è affrancata da Dave Forthman (produttore di Evanescence e Superjoint Rituals), per affidarsi al più giovane Erik Ron (I Prevail ed una buona dose di metalcore alle spalle).

A tutto questo si aggiunge un radicale cambio nella scrittura di Sully Erna e soci, avvezzi alla costruzione di ritornelli catchy sin da quando suonavano come tributo agli Alice in Chains, ma mai così sfacciati nel proporli. “When Legends Rise” è un disco di brani concisi, votati a piacere senza compromessi ad un pubblico in astinenza da Incubus e Linkin Park; lo si capisce già dalla title-track posta in apertura, con il suo riff di accordi ribassati rubati chissà dove, il cantato teso e l’esplosione melodica di un ritornello che si fa ricordare già al primo ascolto. “Bulletproof“, una nostalgica ballata agghindata da chitarre nu-metal scelta come singolo, non gli è da meno, e persino in “Unforgettable“, che chiude la tripletta iniziale, una scelta di pessimo gusto come un coro alè-oò di bambini viene sfruttata al meglio. Di fronte a questa scelta compositiva, qualunque intervento in fase di produzione appare limitato all’uso di chitarre limate con maggiore cura rispetto al passato e di voci raddoppiate (“Every part of me”) o filtrate (“Just One Time“, vicina ai Korn di Issues o la conclusiva “In the eye of the storm“) per esaltare ulteriormente le melodie.

Ogni brano lascia intendere, dopo pochi secondi di ascolto, la presenza di un inciso da canticchiare, e per questo motivo il disco sbanda solo nelle (poche) occasioni in cui i tre minuti canonici vengono superati, come in “Someday” o nell’imbarazzante ballata AOR “Under your scars”. Per il resto, “When Legends Rise” funziona a meraviglia, grazie ad un felice mix di testi adolescenziali e rock per quarantenni nostalgici, tanto che ascoltandolo in auto vi verrà davvero il dubbio di esservi dimenticati i figli a scuola. Intendiamoci, non c’è nulla non abbiate già sentito, nulla che non sia di inutilità cristallina, eppure sono sicuro che l’album dimostrerà il suo valore nelle classifiche, perché contiene tutto quello che la gente ha il sacrosanto diritto di ascoltare e godersi.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Spinefarm Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. When Legends Rise 02. Bulletproof 03. Unforgettable 04. Every Part Of Me 05. Take It To The Edge 06. Under Your Scars 07. Someday 08. Just One Time 09. Say My Name 10. Let it Out 11. Eye Of The Storm

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