Monuments – Recensione: Gnosis

Un andamento djent spezzettato e un alternarsi di vocals pulite e urlate caratterizzano l’inizio di “Gnosis”, album d’esordio (in realtà già pronto da inizio 2011) per i Monuments; questa band di formazione abbastanza recente si autodefinisce in maniera un po’ bizzarra “progroove” termine che dovrebbe indicare il sottogenere rappresentato da quella folta schiera di gruppi che partendo da strutture musicali care ai Meshuggah ed alla tradizione del techno metal di un ventina d’anni fa (prendendo purtroppo poco da questo filone) sta invadendo il mercato rovesciando sugli ascoltatori manciate di gruppi clone dove non si riesce a scovare alcun fuoriclasse.

I riferimenti a Haake e soci sono innegabili anche se gli inglesi presentano un metal edulcorato rispetto agli scandinavi con aperture più vicine ai Textures  (“Doxa”) e ai TesseracT (ai quali i nostri sono legati per degli ex membri in comune); “Blue Sky Thinking” ci sembra ben rappresentativa dello stile dei Monuments con tutte le differenti caratteristiche del sound dei nostri in piena evidenza, mettendo sotto i riflettori soprattutto la bravura dei chitarristi John Browne e Olly Steele. Per citare un gruppo che oggi è sufficientemente conosciuto e sulla bocca di molti metal fan diremmo che il parallelo più chiarificatore potrebbe essere quello con i Periphery (per i quali Browne è stato live guitarist) ed il loro recente “This Time It’s Personal”.

Questo il quadro di quanto contenuto in questo discreto “Gnosis”: a voi la scelta di accaparrarvelo o meno.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Century Media

Anno: 2012

Tracklist:

01. Admit Defeat

02. Degenerate

03. Doxa

04. The Uncollective

05. Blue Sky Thinking

06. 97% Static

07. Empty Vessels Make The Most Noise

08. Regenerate

09. Denial


Sito Web: http://www.facebook.com/thisismonuments

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