Bill Lubera – Recensione: Global Warning

I maestri di uno strumento musicale qualsiasi (o anche di canto), ad un certo livello, trasmettono di solito un qualcosa del loro modo di comporre ai propri allievi, che corrono il rischio di diventarne, almeno per un periodo, dei cloni. George Bellas ha in un certo senso fatto questo con l’americano Bill Lubera, già forte di lunghe esperienze come chitarrista in band di medio spessore dell’Illinois, che si è riciclato in uno stile che ricorda molto da vicino quello del suo mentore.

Ecco perché non ci si deve stupire di fronte a questo album strumentale, estremamente gradevole anche se  chi conosce l’opera di Goerge Bellas vi troverà diversi punti in comune. Tutti i titoli rimandano ad altrettanti fenomeni atmosferici, ed è curiosa la contrapposizione fra la tranquillità di certi brani e la devastazione che titoli come “Earthquake” e “Tsunami” evocano. Non si tratta sempre, quindi, di una descrizione in musica dei fenomeni atmosferici sopra citati, quanto piuttosto di una serie di sensazioni che questi fenomeni suscitano. Alcune sono più semplici da capire: “Tornado” ha un andamento incalzante e una parte centrale melodica, proprio come l’occhio del ciclone, e anche il ritmo frenetico di “Evacuation” fa pensare al caos generato da una popolazione che emigra di fronte a una qualche catastrofe degna del migliore kolossal hollywoodiano con milioni di effetti speciali. Le associazioni di idee con “Blizzard” (le cui prime note ricordano curiosamente quelle dell’inizio di “Wasting Love” degli Iron Maiden) e “Icebergs” magari sono un po’ più difficili da cogliere, ma il bello della musica strumentale è che ciascuno può leggervi quello che più gli aggrada. Bill Lubera esplora diversi generi, si avventura nel neoclassico e ne esce vincitore, e alla fine riceve comunque la benedizione del maestro Bellas (che è anche produttore ed esecutore parziale) riuscendo, bontà sua, a  non annoiare, un rischio sempre in agguato in situazioni del genere.

Voto recensore
6.5
Etichetta: Autoprodotto

Anno: 2010

Tracklist:

01. Blizzard
02. Earthquake
03. Evacuation
04. Heatwave
05. Tsunami
06. Firestorm
07. Hurricane
08. Icebergs
09. Tornado
10. Silver Lining


Sito Web: http://www.myspace.com/billlubera

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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