Ginevra – Recensione: We Belong To The Stars

E’ chiaro che prima o poi smetteremo di parlare di supergruppi. Se una volta l’idea che un artista potesse essere impegnato su più fronti poteva apparire blasfema, anche perché nell’era pre-internet era probabilmente più complicato gestire una simile eventualità, fa un po’ parte del gioco che oggi le informazioni viaggino velocemente e, con esse, anche le opportunità di scambio e collaborazione. Di super c’è però rimasto il fatto che gli artisti protagonisti di questa continua transumananza sono richiesti per un motivo, che spesso ha a che fare con la loro abilità, la loro tecnica, la loro duttilità o – semplicemente – la loro capacità di attirare l’interesse dei media e quello del pubblico. Da questo punto di vista, ed al netto di ogni altra considerazione sulla contaminazione impura imposta dalla continua girandola, alcune di queste operazioni possono rivelarsi effettivamente interessanti, specialmente quando già ad una prima occhiata è possibile intuire il perché di certi assemblaggi. Anche l’autore Simon Sinek, autore di “Start With A Why”, sarebbe dunque felice di accogliere il debutto dei Ginevra, una nuova formazione nata all’ombra dei limoni (?) di Frontiers che può vantare una line-up assemblata con metodo: tra le sue file troviamo e ritroviamo infatti  il cantante Kristian Fyhr (Seventh Crystal, autori del buon “Delirium” nel 2021), il chitarrista Magnus Karlsson (The Ferrymen, Primal Fear), il bassista Jimmy Jay (H.E.A.T.) ed il batterista Magnus Ulfstedt (ex-Eclipse, Nordic Union), prodotti ed assistiti da Alessandro Del Vecchio.

Agli amanti dell’hard rock svedese non sfuggirà la piena compatibilità tra questi musicisti, dal momento che il modo di interpretare il genere da parte delle rispettive band presenta dei forti punti di contatto: agli amanti del metal di design, pulito e funzionale, il debutto dei Ginevra dovrebbe piacere parecchio e quasi dispiace, cominciando ad ascoltare “Siren’s Calling”, constatare la serietà scandinava con la quale il quartetto fronteggiato dalla voce pulita di Fhyr sia in grado di mantenere le promesse. Nonostante la pregevolezza degli assoli proposti da Karlsson, quello dei Ginevra è un metal ritmato (“Break The Silence” e ancor di più “I’ll Be Around”) di ascolto davvero facile e piacevole, come testimoniato (anche) da una lunghezza dei brani che si attesta mediamente sui tre/quattro minuti: la costruzione di ciascuno, spesso anticipata dalle parti di tastiera, è pensata per arrivare al ritornello con meno complicazioni possibili (“Unbreakable”), riservando quasi unicamente a questo momento il principale motivo di interesse. E’ forse per la centralità assunta dai chorus, secondo un approccio sicuramente tradizionale ma non privo di una certa componente di rischio, che questi raramente deludono: nonostante le linee melodiche non possano dirsi elaborate, ogni parte è cantabile e facilmente memorizzabile (“Brokenhearted”), facendo di “We Belong To The Stars” un disco che riesce soprattutto in un unico – e difficilissimo – compito: quello di divertire. Non mancano naturalmente momenti più delicati ed introspettivi, come la balladMasquerade”, nella quale Fhyr e Chez Kane danno vita ad un duetto di buona intensità, oppure ancora una title-track che combina con sensibilità straordinaria la robustezza delle sue ritmiche con un’anima dolce ed irresistibilmente melodica.

L’elemento davvero nuovo di questo debutto è la freschezza con la quale i suoi interpreti si sono posti nel momento di offrire il proprio contributo, accantonando i personalismi nel nome della sostanza, della semplicità e dell’efficacia che il disco offre nel corso dei suoi tre quarti d’ora. Nonostante il forte potere evocativo della sua copertina e del suo titolo, il debutto di questa nuova formazione è in realtà squisitamente terreno e misurato, le sue qualità immediatamente tangibili e riconducibili alle band di appartenenza di ciascun membro, il suo calore umano sempre presente in un bel coro, in una delicata parte di pianoforte o ancora in uno dei preziosi assoli di chitarra che Karlsson dispensa con intelligente, infallibile generosità. E quando tutto funziona così bene, ed ogni elemento trova la dimensione giusta per brillare, il risultato non può che conquistare per tutto il tempo in cui le note volano, i secondi passano e l’energia fluisce. Senza scomodare il concetto trito e ritrito della sommadellesueparti, che anche a lui concederemo una settimana di ferie, “We Belong To The Stars” è un disco fatto di piccoli e fortunati momenti, di vibrazioni positive ed emozioni pulite, come quelle che spesso definiscono una giornata magari non memorabile, ma che ti manda a letto contenta.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Siren’s Calling 02. Unbreakable 03. Apologize 04. Masquerade Feat. Chez Kane 05. Break The Silence 06. Brokenhearted 07. We Belong To The Stars 08. I’ll Be Around 09. Falling To Pieces 10. The Fight 11. My Rock’n’roll
Sito Web: facebook.com/GinevraRock

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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