Ghost – Recensione: Prequelle

“Un papa e un persegar più de venticinqu’ ani no i pol durar”, “Morto un papa, se ne fa un altro” e chissà quante altre perle si saggezza popolare per ricordare che il passaggio di Papa Emeritus Zero a miglior (?) vita non è stato così traumatico per i Ghost.

Chi entra papa in conclave, ne esce cardinale

Vero in parte, perché nelle “ricostruzioni” online per preparare i fan all’arrivo del “nuovo” cantante, ecco arrivare un pretacchione un poco “tonto” e non del tutto rassicurante. Poco importa:  la linea di sangue non mente ed in un amen eccolo arrivare al rango di Cardinale. E proprio il “nuovo arrivato”, Cardinal Copia, presentato attraverso tre corti (“Chapter 1 – New Blood”, “Chapter 2 – Cardinal Copia” e “Chapter 3 – Back On The Road”),  si divora letteralmente la scena trasformandosi nel miglior frontman possibile per i Ghost.

Meglio di “Meliora”? Dipende dai punti di vista, perché questa nuova incarnazione del Fantasma arriva per Tobias Forge (sì, l’uomo dietro tutti i Papi e l’ultimo Cardinale) al termine di un periodo burrascoso , culminato con la causa mossa dagli ex-ghoul a loro modo di vedere sottopagati. A quasi 3 anni dall’esplosione planetaria, “Prequelle” rischia seriamente di migliorare l’immagine dei Ghost spostando solo leggermente l’asse musicale dei nostri verso territori “pop”.

“Prequelle” parte nel migliore dei modi possibili, con una strumentale dove il terrore striscia seguendo le note di un piccolo coro di voci bianche prima di esplodere in “Rats”. Una canzone perfetta, dove quel flavour anni ’70 si diffonde lungo una canzone che viaggia senza cedimenti. Un riff semplice, ma di grande impatto, che d’amore e d’accordo con il cantato del Cardinale.

Da applausi il video a supporto della canzone. Dove il “terrore” diffuso dai ratti viene spazzato via dalla “leggerezza” della danza di Cardinal Copia. Un finale in crescendo fino all’apparizione di un cavallo bianco dove il buon Tobias Forge oltre che a vestire i panni di Copia prende le sembianze anche di colui  “che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori da vincitore, e per vincere”. Chi vuole intendere intenda.

Il disco cresce di tensione con l’incalzante “Faith”, una vera e propria marcia dove il Cardinale si trasforma in predicatore e “colpevole” della nostra caduta nella più nera disperazione. “And I’m watching you fall. Because faith is mine!”. Il gioco cambia improvvisamente quando la coda di “Faith” (già sentita nei video di presentazione di Copia) sfuma all’interno di “See The Light”. Canzone che si insinua nelle orecchie di chi ascolta come zucchero e che miscela chitarre heavy, psichedelia  e melodie pop anni ’80.

Ma il Cardinale getta la maschera con “Dance Macabre”: vera canzone manifesto dall’album. Un po’ rock, un po’ “disco inferno” e quel certo “non-so-che” dei Blue Oyster Cult a rendere tutto decisamente inquietante. Sappiate comunque che la canzone funzione e vi ritroverete a tenere il tempo con il piede in men che non si dica. Si passa poi a “Pro Memoria” e dopo un primo minuto a ricordare l’investitura del Cardinale (Con un “flavour” BBC nella scelta della melodia della strumentale) si viaggia verso una canzone appassionata e drammatica. “Don’t you forget about dying. Don’t you forget about your friend death. Don’t you forget that you will die” canta Forge, e prende letteralmente per mano l’ascoltatore fino a farlo precipitare nell’abisso del tradimento…“Ain’t that right, sweet Saint Peter?”. Spazio anche per due strumentali “Miasma” e “Helvetesfönster”: entrambe decisamente prog e con pesanti richiami alla nostra PFM.

Chiude la danza “Life Eternal”, ed è proprio qui che sentiamo al disperazione di Copia salire fino al cielo per poi esplodere “Would you let me touch your soul forever?” e precipitare negli abissi più neri.

Meglio di “Meliora” quindi?  Sicuramente diverso, coraggioso, ruffiano e con la voglia di conquistare il mondo. La nuova strada dei Ghost è quella della globalizzazione del “verbo”: riuscire ad essere trasversali. Un progetto messo in cantiere già da tempo, ma evidente a tutti con “Prequelle”. Cardinal Copia è pronto a conquistare il mondo. Siete pronti a schierarvi al suo fianco?

Voto recensore
7,5
Etichetta: Loma Vista

Anno: 2018

Tracklist: 01. “Ashes” 02. “Rats” 03. “Faith” 04. “See the Light” 05. “Miasma” 06. “Dance Macabre” 07. “Pro Memoria” 08. “Witch Image” 09. “Helvetesfonster” 10. “Life Eternal”
Sito Web: http://ghost-official.com/

Saverio Spadavecchia

view all posts

Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per n-mila testate e prodigioso “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Giulio

    Recensione chiara, ben fatta e dettagliata.
    Unica pecca: il voto troppo basso, a mio avviso. Per me è da 8,5!
    Questo è un signore album, testi a parte (de gustibus).

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login