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Ghost Bath – Recensione : Starmourner

Iniziano con un piano drammatico e triste i Ghost Bath, un mood cupo che avvolge le prime note delle nuova fatica della band americana. E dopo l’intro di “Astral” ecco arrivare il riff potente e melodico di “Seraphic” che mette in chiaro il “tiro” di una band che nota dopo nota si dimostra concreta e ben piantata in un black metal moderno ma al tempo stesso debitore di un certo tipo ispirazione nord-europea (Sfuriate alla “Old-Style Mayhem”).

Buonissima pure “Ambrosial” che gioca tra i vuoti ed i pieni di una musica avvolgente che fa da palco alla voce disperata di Nameless, che taglia in 2 l’aria densa costruita attorno la canzone.  Ed è proprio Il vocalist e mastermind della band, Nameless, a dominare la scena di un album che aggiunge una insospettabile melodia di fondo ad una band dai tratti oscuri e drammatici: esempio lampante la dinamica “Celestial”. Dai tratti “Anathema” la riflessiva “Angelic”, che parla attraverso atmosfere rarefatte e dilatate, come un viaggio una landa senza confini e sole.

Assalto alla baionetta con l’incisiva “Luminescence”, che parte alla carica diretta e senza fronzoli, ma che si placa come a scorgere l’orizzonte con un break centrale sospeso tra chitarra e batteria. “Thrones”, tra le migliori canzoni dell’album, gioca anche in questo caso con le ispirazioni nord-europee, riuscendo a dare una forma ben definita ad una ispirazione in bilico tra passato e futuro. Da applausi “Elysian”, che si erge a capolavoro dell’album. Brillante, melodica, brutale e disperata: una perfetta sintesi della proposta musicale della band del Nord Dakota.

Un mare che si abbatte caotico e poetico contro gli scogli, che sceglie di unire aggressione e passione per “spiegare” una visione diversa del “verbo” black metal. Forse alla lunga la proposta potrebbe mostrare il fianco, ma le prospettive di crescita degli americani sono concrete. Restiamo in ascolto.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2017

Tracklist: 01. Astral 02. Seraphic 03. Ambrosial 04. Ethereal 05. Celestial 06. Angelic 07. Luminescence 08. Thrones 09. Elysian 10. Cherubim 11. Principalities 12. Ode
Sito Web: https://www.facebook.com/blackghostbath

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista extraordinaire in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “persona seria” per una agenzia di stampa, scavezzacollo munito di penna per i sodali del Club Alpino Italiano ed “untore” black-metal in radio. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 18 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Ah sì, anche “cantante” in una band metal-qualcosa. Non ci facciamo mancare niente insomma. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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