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echotime – Recensione: Genuine

Ancora prima di iniziare a parlare dell’album in sé e per sé, agli Echotime vanno riconosciuti due meriti importanti. Il primo è quello di essere riusciti a svicolare da una situazione tristemente nota in Italia, quella delle tribute band che non vanno oltre un repertorio di cover, utile per farsi conoscere nei locali e per suonare in giro ma perpetuo blocco alla creatività dei musicisti stessi. Il secondo è quello di essere stati in grado di “vendersi” molto bene da un punto di vista commerciale, attraverso una campagna stampa massiccia e uno show di presentazione in teatro, durante il quale “Genuine” è stato suonato interamente, valorizzandone gli aspetti scenografici.

Tutto ciò premesso, passiamo a parlare di “Genuine”, che è un concept album suddiviso in quattro scene e può rientrare a tutti gli effetti nel gruppo delle rock opera, quindi assimilabile a grandi progetti stranieri come gli Avantasia di Tobias Sammet o la trilogia di “Genius” fatta da Daniele Liverani. La differenza principale è che non ci sono ospiti speciali che danno voce ai diversi personaggi, ma le parti vocali spettano per la maggior parte ad Alex Cangini e alle sue doti da trasformista della voce. Anche la band, nella classica formazione a cinque con una chitarra e tastiere, sa trasformarsi molto bene e crea un album complesso, in cui appaiono certo una serie di brani perfettamente inquadrabili nell’ambito del metal sinfonico, ma non solo. “Genuine” prevede, infatti, anche intermezzi più heavy, riconducibili quasi all’industrial, e brani completi, come “Breaking The Prayers”, che cercano di stravolgere le regole a tutti i costi e propongono un mix letale fra riff pesanti, ritmi da discoteca e sottofondi di  canti sacri in latino. Gli Echotime sono riusciti molto bene, inoltre, a trasmettere un leggero senso di inquietudine serpeggiante in tutto il disco, come se si  stesse vivendo veramente in una realtà distorta e malata, dove anche le cose più innocue come una pubblicità hanno in sé qualcosa di profondamente contorto. Il risultato dipende senz’altro, oltre dalle ottime capacità a livello di composizione, anche da un concept di fondo che non è per niente banale e da un’evidente coesione interna alla band, tutti elementi che possono solo incoraggiare a far proprio “Genuine” e ad assaporarlo con crescente passione ad ogni ascolto.

Voto recensore
7.5
Etichetta: logic(il)logic / Andromeda

Anno: 2013

Tracklist:

Scene 1: "The Key"
1. | - In The Cage
2. Ii - The Choice
3. Iii - Running To Lead-Town
4. Iv - G - Advertisement
5. V - Show Your Faces On Tv

Scene 2: "The Chaos"
6. I - A Road To Rule Square
7. Ii - The March
8. Iii - Chant Of Abbey District
9. Iv - Breaking The Prayers

Scene 3: "The Rising"
10. I - Frames Inside The Lab.
11. Ii - Echoes
12. Iii -Genuine 10:10 (A New Cure)
13. Iv - The Chemical Dawn
14. V - In Rebels' Hand

Scene 4: "The Last Breath"
15. I - Clash At Velasco District
16. Ii - Fragile Pantomime
17. Iii - An Epic Tragedy
18. Iv - The Question


Sito Web: http://www.echotime.org/

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