Steve Hackett – Recensione: Genesis Revisited II

Secondo capitolo per Steve Hackett (ex chitarrista di uno dei gruppi che ha contribuito a sdoganare il progressive alle masse) di rivisitazione dei brani della band che ha contribuito alla sua fama, meglio nota come Genesis.

Avvalendosi di cantanti del calibro di Steven Wilson, Mikael Akerfeldt, Simon Collins (il figlio di Phil), Neal Morse, John Wetton e tanti altri (il conto dei musicisti ospiti si aggira intorno a trentacinque), il nostro chitarrista mette su un “auto-tributo” verso il suo glorioso passato.

Infatti il repertorio rivisto, in questo doppio cd, va da “Nursery Crime” del 1971, fino a “Wind & Wuthering” del 1976, ovvero coprendo tutto il periodo di militanza del nostro chitarrista virtuoso nei Genesis (per un totale di sei studio album), prima che Phil Collins assurgesse definitivamente al potere. In più, possiamo trovare qualche chicca dalla sua carriera solista, tipo “Camino Royale” e la strumentale “Please Don’t Touch”, scritte per i Genesis, ma incise solo più tardi in album targati solo Steve Hackett.

Ma, venendo alle tracce, si notano in scaletta assoluti e deliziosi classici del prog made in England, tra i quali spiccano, come meravigliosi fiori all’occhiello, la mega-suite “Supper’s Ready” e l’inarrivabile (parere assolutamente personale e non condivisibile) “The Musical Box”, su tutti.

Questo doppio cd, della durata di circa 150 minuti (opera quasi di wagneriane proporzioni), dunque, ripercorre un sentiero tortuoso e arzigogolato, partendo dal ’71 e finendo, praticamente, ai giorni nostri, con queste riproposizioni che nulla hanno da invidiare alle versioni originali. Forse solo l’approccio ed il tocco comprensibilmente moderno le differenziano in maniera più evidente rispetto al calore analogico sprigionato dai vecchi vinili, oltre alle evidenti diversità vocali dei vari interpreti nei confronti di Peter Gabriel, prima e Phil Collins, dopo. Ma si tratta di circostanze puramente tecniche e, sia chiaro, condizionate dai tempi.

Lo spirito di sperimentazione e viaggio, ai confini tra rock, jazz, musica classica e colta; quello è rimasto inalterato e Hackett, oltre che ottimo arrangiatore, si riconferma chitarrista di classe sopraffina e levatura smaccatamente superiore, per gusto e tecnica.

Certo, per chi ha già tutto il repertorio dei Genesis, questo double album potrebbe davvero essere superfluo, ma per chi non ha idea di chi siano (stati) i Genesis e cosa abbiano rappresentato per la musica a venire, questo compendio si dimostra ben più che esauriente.

Voto recensore
7
Etichetta: Inside Out

Anno: 2012

Tracklist:

Cd 1:

01. The Chamber Of 32 Doors

02. Horizons

03. Supper’s Ready

04. The Lamia

05. Dancing With The Moonlit Knight

06. Fly On A Windshield

07. Broadway Melody Of 1974

08. The Musical Box

09. Can-Utility And The Coastliners

10. Please Don’t Touch

 

Cd 2:

01. Blood On The Rooftops

02. The Return Of The Giant Hogweed

03. Entangled

04. Eleventh Earl Of Mar

05. Ripples

06. Unquiet Slumbers For The Sleepers…

07. …In That Quiet Earth

08. Afterglow

09. A Tower Struck Down

10. Camino Royale

11. Shadow Of The Hierophant


Sito Web: hackettsongs.com

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