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Galactic Cowboys – Recensione: Long Way Back To The Moon

Riemergono quasi dalla notte dei tempi, specialmente in un’epoca contraddistinta dalla frenesia, i Galactic Cowboys, band statunitense che fa parte di quei gruppi difficili da inquadrare in un unico genere, che possono, per questo o anche per altri motivi, incantare al primo ascolto oppure irritare. I fan avranno atteso come la manna dal cielo questo “Long Way Back To The Moon“, per il quale abbiamo dovuto attendere qualcosa come diciassette anni, anzi, anche di più se prendiamo in esame l’ultimo album registrato con la formazione originale della band, formazione che ritroviamo anche in questo lavoro. E come è difficile inquadrare il genere in cui inserire i Galactic Cowboys, è altrettanto difficile definire le reazioni che i loro appassionati potrebbero avere di fronte all’album. I brani che compongono “Long Way…” sono infatti abbastanza variegati fra di loro e spaziano dal rock classico con forti venature progressive, come i sette minuti dell’ottima opener “In The Clouds“, e si dirigono soprattutto verso il metal moderno più duro, con incursioni, non sempre perfettamente riuscite, nel rap, come per “Blood In My Eyes“. I Galactic Cowboys hanno comunque mantenuto molti aspetti tipici del loro stile, come l’attenzione maniacale verso le linee vocali, estremamente complesse, intrecciate fra loro e armoniose nonostante la durezza generale (ascoltare “Amisarewas” per rendersene conto), un gusto incredibile per i dettagli nelle melodie e un’ironia spietata e irriverente che caratterizza molti dei loro testi. Ne è un buon esempio “Zombies“, che racconta un storia d’amore nata il giorno in cui finisce il mondo.
La sfortuna dei Galactic Cowboys è stata quella di essere usciti sul mercato appena un po’ troppo tardi per raggiungere il meritato successo planetario (erano stati notati dall’onnipresente Geffen negli anni ’80, per intenderci). Il loro ritorno sulle scene è comunque un passo importante; contravvenendo al buon senso e alle mode del momento, la band ha scelto di lanciare un messaggio profondo e non banale, proprio come è stata la loro storia ino ad ora. Auguriamoci che non rimanga un episodio isolato.

Voto recensore
7
Etichetta: Mascot Label Group

Anno: 2017

Tracklist: 01. In the Clouds

02. Internal Masquerade

03. Blood in My Eyes

04. Next Joke

05. Zombies

06. Drama

07. Amisarewas

08. Hate Me

09. Losing Ourselves

10. Agenda

11. Long Way Back to the Moon

12. Believing the Hype (Bonus Track)

13. Say Goodbye to Utopia (Bonus Track)
Sito Web: https://www.facebook.com/galacticcowboys/?fref=ts

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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