Fates Warning – Recensione: FWX

Lo Zen e l’arte di creare metallo pe(n)sante.

I Fates Warning ci sono riusciti di nuovo. Ci sono riusciti meglio.

Se ‘A Pleasant Shade Of Grey’ rappresentava una lunga riflessione interiore senza soluzione di continuità e ‘Disconnected’ un modo per recuperare concretezza e omaggiare sottilmente alcune fonti di ispirazione, ‘X’ è, a dir poco, essenziale. Questo perché contiene tutta l’anima riflessiva e l’intensa personalità della band senza concedersi una nota di troppo, una sovraincisione oltre il necessario, un suono pompato solo perché ‘farebbe figo’ e moderno.

Qui la modernità è data dalla varietà, piuttosto che dalla ‘grossezza’, dei timbri di basso e chitarra, oltre che da uno misurato utilizzo di effetti elettronici, con le tastiere in secondo piano.

Ogni strumento ha pari dignità ed importanza, perché la riuscita dei pezzi è affidata soprattutto all’interazione fra i vari musicisti, invece che all’esibizione tecnica dei singoli: Jim Matheos potrebbe fare quattro interessanti chiacchiere con Robert Fripp, sull’argomento…

Inoltre, caratteristica rara in casa Fates Warning, ‘X’ si concede in misura superiore alla norma linee vocali belle, personali E addirittura memorizzabili in tempi accettabilmente brevi (Nota Per Il Lettore Distratto: il colpo di scena sta in questo ultimo aspetto).

A pensarci bene pesta anche duro, ottenendo un mix di complessità e fruibilità che ha il potenziale per sedurre un pubblico più ampio, una volta tanto.

Volendo usare un’etichetta limitativa, Progressive Metal al meglio della sua espressione durante l’anno di grazia 2004. E se vi sembra poco, il problema non è solo vostro: un gruppo ed un disco di questa portata meritano di essere premiati ed ascoltati da chiunque abbia a cuore le sorti di una musica (il metal senza ‘post’ appiccicato da qualche parte) che al momento di apporti creativi di qualità ed esempi da seguire e supportare ha disperato bisogno.

Considerando che il futuro dei Fates Warning è ricco di incognite visto il probabile abbandono dell’eccellente batterista Mark Zonder, vale la pena non perdere tempo e godersi qui e ora una serie di brani per molti dei quali la definizione ‘capolavoro’ continua ad apparire adeguata con il succedersi degli ascolti.

Tra le roboanti evoluzioni intorno al proprio ombelico dei Dream Theater ed i passi più lunghi della gamba dei comunque splendidi Pain Of Salvation (in attesa del sospetto ritorno all’ovile dei Queensryche) i Fates Warning sono riusciti a balzare con eleganza davanti a tutti.

Ancora una volta.

Voto recensore
9
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 01.Left Here
02.Simple Human
03.River Wide Ocean Deep
04.Another Perfect Day
05.Heal Me
06.Sequence
07.Crawl
08.A Handful Of Doubt
09.Stranger (With A Familiar Face)
10.Wish

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  1. brogior

    disco memorabile

    Reply

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