Michael Thompson Band – Recensione: Future Past

Michael Thompson torna a togliere la polvere al marchio MTB dopo averlo ibernato per ben ventitrè anni dando alle stampe il tanto atteso follow-up dell’inarrivabile “How Long”, capolavoro d’inestimabile bellezza che nel 1989 si meritò un posto d’onore nel firmamento del class rock incendiando i cuori di tutti gli appassionati del genere. In termini di sound, “Future Past” prende spunto dal debut album ma ripropone quella roboante musicalità in un’ottica moderna con risultati innegabilmente ammirevoli ma che non rasentano la perfezione come nel suo illustre predecessore. Solo in alcune delle undici canzoni qui proposte infatti ci si avvicina a quell’alchimia sonora magica ed irriproducibile che a fine 80s si creò anche grazie alla partecipazione in fase di songwriting di mostri sacri come Jeff Paris e Mark Spiro ed all’apporto di ospiti speciali quali Terry Bozzio, Pat Torpey, John Elefante e Bobby Kimball, tra gli altri.

Duole dirlo ma purtroppo il singer Rick ‘Moon’ Calhoun non fa più parte della MTB ora rimpiazzato da Larry King, ‘preso in prestito’ dai Soleil Moon. In molti storceranno il naso ascoltando l’esecuzione vocale del nuovo acquisto che, seppur districandosi in maniera veramente apprezzabile negli episodi più soft, risulta abbastanza ‘forzata’ nei frangenti più rock.

Le migliori canzoni del lotto sono la title track che, caratterizzata da un’elettricità ipnotica, cade tra le braccia di chorus ammalianti, “When You Love Someone” delicata ballad da dedicare alla ragazza dei propri sogni  e ”Break Me Down” che si fa largo tra sprazzi acustici ed elettrici  proseguendo la sua corsa verso il paradiso della classe e della melodia sfociando in ritornelli che ricordano molto quelli della song “Eye In The Sky” firmata The Alan Parsons Project (somiglianza che non sfuggirà di certo ai sostenitori incalliti di rock). Su “Future Past” viene riproposta “Here I Am” proprio dei Soleil Moon (traccia di chiusura dell’ottimo “On The Way To Everything” targato 2011) ed il chitarrista statunitense si toglie anche lo sfizio di rivisitare in chiave moderna quella “Can’t Miss” (qui ribattezzata “Can’t Miss 2012”) originariamente presente nel masterpiece d’esordio “How Long” della stessa MTB senza lontanamente ricrearne quel feeling immortale che la contraddistinse all’epoca.

Un buon ritorno dove l’immenso chitarrista statunitense sfoggia una prestazione elegante, sbizzarrendosi con rocciosi riff e sciorinando assoli al fulmicotone di classe superiore ma “How Long” era tutt’altra cosa.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. High Times
02. Can't Be Right
03. Future Past
04. When You Love Someone
05. Here I Am
06. Beautiful Mystery
07. Break Me Down
08. End Game
09. Gypsy Road
10. Can't Miss 2012
11. Fight For Your Life


Sito Web: Michael Thompson Official Website

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