Lazarus Blackstar – Recensione: Funeral Voyeur

La commistione di due generi agli antipodi come il doom e l’hardcore, può solo genere bestie feroci ed i Lazarus Blackstar non fanno nulla per nasconderlo. Forti di un’attitudine straight edge, il quintetto statunitense ci assale con un concentrato di ferocia vocale, racchiusa da un "guscio" totalmente devoto alla musica del destino più lenta e funerea. Un crossover sicuramente audace, abile nel rendere l’ascolto un’esperienza destabilizzante, rimembrante certi “mostri” come i "caterpillar" Buzzov-en, ma soprattutto i ferocissimi britannici Charger. Violenza che attanaglia la gola, senza mai mollare la presa. Un singer devastante/devastato e letale nella sua aggressione. Indi urla belluine che si contrappongono ad un riffing ‘scippato’ al maestro Tony Iommi, nonché a tutti gli epigoni che si sono avvicendati nel corso dei decenni. Nessuna variazione di registro (totale mancanza di assoli ed accelerazioni), rende l’ascolto problematico, non solo ai neofiti ma anche ai veterani del cosiddetto “terrorismo sonoro”. Questo il limite (decisamente invalicabile) di “Funeral Voyeur”, tomo che fa proprio dell’ermetismo una ragione di vita (morte?). Senza dubbio alcuno, ci troviamo tra le mani del materiale pericoloso! Ingiudicabile.

Etichetta: Undergroove / Andromeda

Anno: 2007

Tracklist: 01. Funeral Voyeur
02. I’m Not Paranoid (I Know That They Hate Me)
03. Make Believe Master
04. Revelations III: Conclusion (The Dead Now Walk The Earth)
05. The Day The Circus Came
06. Loneliness
07. Final Restraining Order

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