Frost – Recensione: Falling Satellites

Dopo uno iato durato quasi dieci anni qualche mese addietro sono iniziate a circolare voci in rete circa una rinnovata attività in studio da parte di Jem Godfrey, deus ex machina dei Frost*; man mano tutto è stato confermato dal rinnovato deal con Inside Out e le prime testimonianze foto/video della preparazione di quello che oggi è “Falling Satellites”.

Con una sezione ritmica nuova di zecca che include l’astro nascente della batteria Craig Blundell (alla corte anche di Mr. Steven Wilson) e il bassista Nathan King (già chitarrista dei Level 42) il terzo parto della formazione inglese è un album che convince appieno e, se vogliamo credere alla legenda dell’importanza della terza pubblicazione, allora ci dovremmo aspettare grandi cose in futuro.

Il keys-wiz Godfrey (alle prese anche con il Chapman Railboard) si cimenta dietro al microfono andando a sostituire l’eterea voce di Dec Burke ma sempre coadiuvato dalla voce ben più intrigante di John Mitchell, artista sempre più a tutto tondo e iperattivo (lo ricordiamo infatti anche impegnato con Lonely Robot, Arena e It Bites).

“Numbers” conferma il carattere sempre innovativo del prog rock dal taglio moderno dei Frost* con l’utilizzo di cori aperti e il buon Jem gran manipolatore di suoni; sentitevi in tal senso i synth elettronici di “Towerblock” che ricordano il grande Vince DiCola, citato recentemente come influenza anche dai compagni d’etichetta Haken.

“Signs” ha continue variazioni ritmiche e di conseguenza il pezzo risulta meno immediato ma non meno egregio mentre il riff di “Heartstrings” (che dà il via alla suite “Sunlight” che dura fino all’ultima traccia e ospita anche un assolo di Joe Satriani) è contagioso e viene valorizzato da un’apertura magniloquente nel refrain. “The Raging Against The Dying Of The Light Blues In 7/8” sembra provenire direttamente dalle session di “Experiments In Mass Appeal” di cui riprende le tematiche sonore e lo sviluppo compositivo (con un grande break strumentale nel mezzo)

All’epoca del loro esordio in sede di recensione parlai di prog rock ipervitaminizzato e tale definizione è ancora assolutamente valida per una band che negli anni ha centellinato le proprie forze ma ha riversato sul mercato solo musica di gran qualità e personalità, vera mosca bianca del panorama progressive odierno.

Frost - Falling Satellites

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2016

Tracklist: 01. First Day 02. Numbers 03. Towerblock 04. Signs 05. Lights Out 06. Heartstrings 07. Closer To The Sun 08. The Raging Against The Dying Of The Light Blues In 7/8 09. Nice Day For It… 10. Hypoventilate 11. Last Day
Sito Web: http://frost.life

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