Frontierer – Recensione: Unloved

Nel 2016 un illuminato intervento di Rolling Stone ha citato i Frontierer come una delle dieci band più interessanti dell’anno, definendo brillantemente la loro musica “The world’s ugliest math problem“. In effetti il debutto “Orange Mathematics“, piccolo ma significativo successo su Bandcamp, raccoglieva una rassegna di violenze acustiche impietose ma mai gratuite, perpetrate sull’ascoltatore con perizia e per un tempo insolitamente (ed insostenibilmente) lungo. A quasi tre anni dal debutto, e dopo un’intensa attività live (con performance persino più claustrofobiche e sconcertanti della musica prodotta in studio) gli scozzesi si ripresentano con “Unloved“, che suona come una conferma ed una sorpresa allo stesso tempo. Nella sua opera seconda, infatti, la band dimostra non solo di aver assimilato le coordinate sonore di partenza, ma di saperle ora elaborare e, quando possibile, superare: accade nella disumanizzazione Meshuggah applicata ai ritmi hardcore del singolo “Tumoric“, o nei Dillinger Escape Plan lanciati nelle corse a perdifiato di “Gower St.” o della successiva “Fluorescent nights“.

Certo, se tutto il disco suonasse come le prime tre canzoni ci si troverebbe di fronte ad un semplice (e comunque ottimo) lavoro; le sorprese però affiorano in seguito, e danno la consapevolezza della ragguardevole padronanza, in fase di scrittura, raggiunta dal chitarrista Pedran Valiani, che si sobbarca da solo l’onere di musica e testi. Sorprende quindi, il ritmo di “Glitcher”, che si fa se non ballabile almeno catchy, tra un urlo e l’altro di Chad Kapper, grazie all’uso sapiente di riff ed accordi, mentre la pioggia di meteoriti di “Unloved” lascia improvvisamente spazio agli stordimenti da rave party di “Oxidized” e “Neon Barlacle“, inizialmente post-hc, svanisce in un crescendo di elettronica harsh da far invidia al nostrano A Rotten Bit. Tocca a “Heartless 101“, comunque il compito di lasciare senza parole l’ascoltatore e di testimoniare il grado di maturità raggiunto dalla band: posta a metà lavoro, la canzone apre alla malinconia di tastiere new wave che prima fungono da introduzione, e poi, dopo un’iniziale recrudescenza pervadono l’intera struttura del brano senza tuttavia mitigarne la forza distruttiva.

In definitiva, “Unloved” è la definitiva conferma della raggiunta statura artistica dei Frontierer, non più astri nascenti della scena estrema, ma un gruppo in grado di confrontarsi valorosamente con artisti dal curriculum più affermato. I Converge, a questo punto, sono avvisati.

Voto recensore
8


Anno: 2018

Tracklist: 01. Tumoric 02.Gower St. 03. Fluorescent Nights 04. Designer Chemtrails 05. Glitcher 06. Heartless 101 07. The Destruction Artist 08. Unloved & Oxidized 09. Bombgnasher 10. Electric Gag 11. The Sound Of The Dredge In Deathcount Woods 12. Neon Barnacle 13. Darkside Moonstroll 14. Reprogrammed Dawn
Sito Web: https://frontierer.bandcamp.com/album/unloved

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