C’erano una volta gli El Caco. Erano tre, erano norvegesi e facevano stoner meglio di tanti gruppi cresciuti a deserto e Tequila. Oggi c’e’ una band con lo stesso nome, sono ancora in tre, ma fanno un qualcosa senza capo né coda. Non è più stoner, ma non è nemmeno qualcosa di nuovo a cui dedicare particolare attenzione. Già il precedente ‘The Search’ aveva chiaramente fatto capire che Kyuss e compagnia avevano tracciato confini ormai troppo stretti per gli El Caco, ma questo ‘From Dirt’ allontana ancora di più la band da ogni riferimento con il passato.
Ci sono pezzi decisamente pesanti, complice anche un cantato più aggressivo da parte di Oywind Osa, ma in alcuni punti emerge fortissima l’anima dei Tool. E sentire gli El Caco che fanno il verso, sebbene lo facciano molto bene, alla band più plagiata degli ultimi anni, un po’ ferisce il cuore. Rimane un disco decente, fatto molto di esperienza e capacità tecniche non indifferenti e con una produzione dosata alla perfezione da Daniel Bergstrand, già all’opera con Meshuggah e In Flames. Ma oltre questo c’è proprio poco, decisamente troppo poco per consigliarne l’acquisto a tutti.











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