Prime Time – Recensione: Free The Dream

Prime Time si potrebbero definire una band di all-stars minori, annoverando nella line-up ex- membri di Narita e Royal Hunt oltre al più celebre Ed Hovinga, singer di prima classe noto per la sua precedente militanza negli Elegy. Nati inizialmente come side project, i Prime Time si sono alla fine affermati come band vera e propria e ‘Free The Dream’ è ormai il loro terzo album in studio. Un album di rock melodico di prima qualità, aggiungerei, ottimamente prodotto e con le tastiere in prima linea: lontanissimo da qualsiasi cosa che possa passare sotto il nome di "heavy", questo è un disco quasi easy listening, spensierato e divertente. I Prime Time ti riversano addosso tonnellate di melodie azzeccatissime, sfornando canzoni al limite del pop, terribilmente catchy e ruffiane. Di quelle con ritornelli che ti fanno venire una voglia irresistibile di cantare, insomma; sin dall’opener ‘Hanging On’, dove a far la parte del leone sono alternativamente la voce di Hovinga e le tastiere; passando per ‘Im Coming Home’ melensa da morire e per la quasi metallica ‘The New You’; e finendo con la conclusiva ‘Scorned’, più tirata ma sempre estremamente melodica e "commerciale". Si merita una menzione a parte Hovinga, che in questo lavoro abbandona in buona parte i registri acutissimi che caratterizzavano la sua voce ai tempi degli Elegy, esplorando tonalità più basse e guadagnandoci incredibilmente a livello di calore ed espressività. Ottima prova!

Voto recensore
7
Etichetta: Frontiers

Anno: 2001

Tracklist: Tracklist: Hanging On / I’m Coming Home / Until Tonight / The New You / Free The Dream / You Still Belong / Forever You And I / Spanish Fly (Instrumental) / Garden Of Eden / Scorned

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