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Arcadia – Recensione: Fracture Concrete

La fuga dei cervelli non si arresta e l’Italia continua ad apparire, non solo nell’ambito scientifico, il paese dove ‘i profeti non vengono ascoltati’. La domanda sul perché il sottoscritto si sia messo a lagnarsi in questo modo di una situazione ormai consolidata nel nostro paese, è l’ascolto del secondo lavoro dei vercellesi Arcadia i quali, dopo l’esordio di matrice Fear Factory ‘Synth’ per la nostrana No Brain Records, escono appoggiati dalla statunitense Synergy Management con il loro nuovo ‘Fracture Concrete’…e qui è lecito arrabbiarsi! Non per i difetti (quasi nulli) dell’opera succitata, ma proprio per la sua notevole caratura artistica e per il fatto che questo lavoro (accudito da quell’ostetrico geniale nel partorire album che è Tommy Talamanca ed i suoi Nadir Studios), realizzato interamente in Italia, debba emigrare per poter essere ascoltato dal pubblico italiano; ma passiamo al disco e lasciamo stare gli sfoghi di nervosismo. ‘Fracture Concrete’ può essere tranquillamente riassunto come l’evoluzione del new-thrash di Pantera, Fear Factory e Machine Head (primo disco ma, specialmente, l’ultimo lavoro…i due soli veri degni di nota della band di Oakland) ma, soprattutto, di quel sottovalutato capolavoro che è stato ‘Distortion’ dei Forbidden. Strutture ritmiche complesse e pesanti, a volte vicine ai Meshuggah degli esordi come in ‘Deviated’, si alternano a brani più veloci quali ‘Prozac Generation’ dove affiorano stralci di Darkane e Carnal Forge, grazie ad un lavoro di ritmiche superbo delle due asce Demetrio Scupelli e Alberto Ridoni, abilissimi nell’aggredire e, un momento dopo, creare atmosfere oniriche che riportano ancora alla mente Thörthendal e soci, con arpeggi, break e bellissimi assoli degni del miglior techno-thrash inizio anni ’90. A questo ben di Dio metallico si amalgama una buona dose di hard-core metal e crossover moderno (o nu-metal), che richiama band come Hatesphere o Mastodon; qui, però, iniziano i difetti che sono, sostanzialmente, legati esclusivamente all’uso della voce. Se è vero che, musicalmente, le parti crossover-hardcore sono di ottima fattura ed ispirate, grazie alla notevole prova del basso di Michele Nocerini e del drumkit di Edoardo Nicodemo, gli inserti di vocal rappate o, se si preferisce, più canonicamente nu-metal, sono eseguite benissimo da Edoardo Nicodemo ma, onestamente, appaino un può fuori luogo rispetto a tutto il contesto del disco; difatti gli howling, le raw vocal e le parti pulite di voce, creano uno splendido affresco di varietà umorale ed introspettiva, oltre che di capacità visionarie affascinanti. Inserti vocali quasi alla Rage Against The Machine, risultano, di conseguenza, quasi una forzatura per apparire legati ad un trend moderno; una forzatura inutile, visto che se gli Arcadia proseguiranno su questa strada, avremo un gruppo che potrebbe precorrere i tempi. Per, godiamoci questa chicca di rancore virtuoso che è ‘Fracture Concrete’.

Voto recensore
7
Etichetta: Synergy Management

Anno: 2005

Tracklist:

01. Angelbitch
02. Prozac Generation
03. Seven7een B3low
04. Fragile
05. Net Realm
06. Deviated
07. Mi Sangre
08. Sick Sick Sick
09. Join A New Pain
09. Zero And Less
11. …Et In Arcadia Ego


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