Foscor – Recensione: Els Sepulcres Blancs

Sorprese dalla Spagna.

Gli spagnoli Foscor (“oscurità” in catalano) vennero fondati nel 1997, ma il fatto che il loro debutto sia stato pubblicato nel 2004 li rese un gruppo di seconda fascia nella scena del loro paese. I loro primi due album erano tipici esempi di black metal dalle tinte depressive con armonie caotiche e ritmi sostenuti, occasionalmente in blast-beat senza essere particolarmente potenti e fraseggi di chitarra ora sinistri, ora melanconici, ora paurosi, i quali mostravano la lezione imparata da nomi quali Burzum, Katatonia e Abyssic Hate. Tuttavia, la presenza di influenze psichedeliche in “Groans to the Guilty” suggeriva un possibile spostamento di sonorità che avvenne nel seguente “Those Horrors Wither”, un particolare esempio di gothic/doom metal con più voce pulita del solito, accordature ribassate in Do e trame chitarristiche sotto forma di arpeggi aperti assimilabili al post-rock contemporaneo. “Les Irreals Visions”, oltre ad avere testi in lingua totalmente catalana, era una continuazione perfezionata del precedente, mentre “Les Irreals Versions” contiene solo ri-arrangiamenti allungati di alcune canzoni di quell’album.

Musicalmente, l’ultimo album del gruppo, “Els Sepulcres Blancs“, si lascia ascoltare più facilmente dei due precedenti, poiché le tracce in esso si basano su armonie e accordi più acuti e psichedelici come nel moderno post-black, piuttosto che nelle tonalità più basse di “Those Horrors Wither”. Note sostenute di chitarra e arpeggi di pianoforte, seguite dall’ormai collaudata e cullante voce di Fiar, aprono la prima traccia, “Laments“, proseguendo in un climax dolce dal sapore post-rock ed esplodendo solo intorno al terzo minuto. Anche se meno violente, la stupenda “Els Colors del Silenci” e “Maison” colpiscono altrettanto, mentre “Secrets” flirta con l’alternative del secondo millennio dei più recenti Katatonia. Altre tracce da segnalare “Cançó de Mort“, con il suo incidere lento ed ipnotico, e “L’Esgial“, con riff più spettrali e ambigui nelle strofe.

A causa delle scelte stilistiche apportate su “Els Sepulcres Blancs“, risulta difficile provare a descrivere i Foscor in poche parole. Quest’album non è scontato come certe soluzioni adottate nel genere, ma al contrario segue una strada molto più accessibile verso un’audience per niente avvezza al metal estremo. Forse a qualcuno mancheranno gli arrangiamenti soffocanti nelle prime due pubblicazioni del gruppo, ma se l’alternativa è questa, ben venga quest’ultima.

Etichetta: Season of Mist

Anno: 2019

Tracklist: 01. Laments 02. Els colors del silenci 03. Malson 04. Secrets 05. Cel rogent 06. Cançó de mort 07. L'esglai

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