Fortune – Recensione: II

Trentaquattro anni non sono pochi, potrebbe anzi essere un intervallo da record tra l’album d’esordio (nel 1985) e questo follow up dei Fortune. Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma ci sono ancora i fratelli Mick e Richard Fortune (batteria e chitarra) e c’è ancora il cantante Larry Greene, che torna all’ovile dopo l’esperienza targata Harlan Cage. Non torna, invece, il tastierista Roger Scott Craig, che viene sostituito da Mark Nilan. Sono proprio le tastiere a caratterizzare maggiormente il sound anche di questo secondo lavoro della band, un mix glorioso di AOR e pomp rock, con alcuni pezzi davvero trascinanti, impreziositi da chorus immediati ed emozionanti. Per chi non conoscesse l’esordio dei Fortune, i riferimenti più noti possono essere trovati nelle sonorità di Survivor e Night Ranger.

Entrando nel cuore dell’album, conquista da subito la strepitosa “Shelter Of The Night”, una cavalcata epica e melodrammatica che non può lasciare indifferenti gli animi romantici. Le tastiere di Nilan conferiscono magia al ritmo incalzante e sostenuto della più leggera “Freedom Road” e della malinconica “Overload”, altri pezzi forti dell’album. La non particolarmente originale ballad “Heart Of Stone”, interpretata però con calore e passione da Greene, si trasforma in un pezzo delicato e commovente, mentre è deliziosamente démodé il magnetismo pop della conclusiva “All The Right Moves”.

Pur con qualche pausa e qualche leggero cedimento qualitativo, l’album mantiene per tutta la sua durata il fascino di tempi glorioso e alcune cartucce colpiscono il bersaglio con impatto fragoroso, meritando da sole l’ascolto e l’acquisto.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Don't Say You Love Me 02. Shelter of the Night 03. Freedom Road 04. A Little Drop of Poison (For Amy W.) 05. What a Fool I've Been 06. Overload 07. Heart of Stone 08. The Night 09. New Orleans 10. All the Right Moves
Sito Web: https://www.facebook.com/fortunerockers/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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