Forndom – Recensione: Dauðra Dura

“Dauðra Dura” è l’album di debutto della one man band svedese dei Forndom, un progetto di neofolk oscuro e minimale incarnato dal multi-strumentista H.L.H. Swärd. L’ensemble nasce con l’intento di tributare, nelle parole del suo autore, l’arte scandinava attraverso le religioni dimenticate, la natura e il folclore.

L’album propone sette esecuzioni molto semplici in cui il master-mind si affida a strutture lineari e piuttosto ricorsive che tuttavia riescono a creare un impatto emozionale. Non troveremo davvero nulla di complesso, se non un platter che fa leva su atmosfere epiche e arcane di sicura presa per chi segue il genere. H.L.H. Swärd utilizza principalmente la chitarra acustica e le percussioni, combinate talvolta a una base ambient ripetuta e a cori profondi ed enfatici che cattureranno gli estimatori di questo sound antico e misterioso.

E’ poco, ce ne rendiamo conto, eppure basta a rendere episodi come l’opener “Nio Nätters Led” un’avvincente ed oscura litania arricchita da cori che ricordano alcune cose dei Bathory del periodo vichingo e ancora “Svitjod”, forse il pezzo con una maggiore forma canzone e altrettanto capace di evocare atmosfere guerresche, in particolare nel buon uso del cantato.

Diamo dunque una chance ai Forndom, seppur poco dinamici e senza sorprese, riescono ad essere suggestivi e mostrano ampi margini di miglioramento per il futuro.

Forndom-Daudra-Dura

Voto recensore
6
Etichetta: Nordvis Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Nio Nätters Led 02. Den Grymma Hästen 03. Resan 04. När Gudarna Kalla 05. Svitjod 06. Jag Vet Ett Tempel Stå 07. I Hels Sköte
Sito Web: https://www.facebook.com/Forndom

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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