Forlorn Citadel – Recensione: Ashen Dirge of Kingslain

Progetto solista interamente immerso nell’oscuro come molte proposte simili nella nicchia (il musicista ignoto in questione lavora anche con Moonlight Drowns e Silence.cold.alone), Forlorn Citadel debutta con “Ashen Dirge of Kingslain”, uscito il 24 gennaio. Musicalmente, ci troviamo davanti a un tipo di epic metal di chiara ispirazione folk che richiama gli andamenti solenni dei Manilla Road, ma con una produzione piena di riverbero e cruda che richiama facilmente Summoning e Xasthur. Ad eccezione di due intro e di una traccia demo pubblicata in omaggio, le canzoni seguono andamenti di marcia con riff semplici e power-chord, con la presenza di tastiere nervose e growl che risuonano nel mix.

Il mood evocato passa dal solenne (“Ancient Keepers of Unending Entombment“) al glorioso (“Forthwith Thine Guildhelm Strong“) e il drammatico (la title track), con la semplice variazione melodica. Gli elementi rimangono gli stessi, le chitarre abbastanza statiche, quindi il focus sta interamente nella scelta degli arrangiamenti e delle progressioni. Grazie all’uso di suoni spettrali e profondi (“Bedridden to Griefborn and Veinroot“), l’album è un successo senza essere niente di speciale. Sappiamo che progetti “atmospheric black metal” fondati da sconosciuti solitari come questo possono risultare antipatici, ma se i risultati sono questi, ben venga il tutto.

Etichetta: Northern Silence Productions

Anno: 2020

Tracklist: 01. Glimmering Hearth to Ages Rekindled 02. Forthwith Thine Guildhelm Strong 03. Ancient Keepers of Unending Entombment 04. Ashen Dirge of Kingslain 05. Below the Grey Mist, Above the Forgotten 06. Blade Pried Whom'st Grasp Unyielding 07. Bedridden to Griefborn and Veinroot 08. Conquering the Gate of Kazuth-Dol (demo)

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