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Forgotten Tomb – Recensione: We Owe You Nothing

Nono album in studio per i Forgotten Tomb, “We Owe You Nothing” ribadisce il valore e l’unicità della band tricolore. Per certi versi pioniere di un certo modo di intendere la musica estrema, il gruppo guidato dal chitarrista/vocalist Ferdinando “Herr Morbid” Marchisio, è stato protagonista di un’evoluzione lenta ma costante, legata a una profonda attitudine e rispetto per le proprie origini. “We Owe You Nothing” è il nuovo, affascinante tassello di questo percorso di un ensemble che guarda al futuro senza negare la tradizione.

Il discorso riprende esattamente dove si era interrotto con il precedente “Hurt Yourself And The Ones You Know”. “We Owe You Nothing” è dunque un album molto fisico e dal feeling oscuro, un platter dove a vincere è il ritmo cadenzato scandito da una grande potenza. Eppure i Forgotten Tomb non rinunciano a quei malinconici aloni di melodia del tutto caratteristici e nemmeno a quelle intuizioni southern rock e proto punk che hanno distinto le ultime uscite. In questo senso il nuovo disco spinge forse ancora di più verso il groove, pur mantenendo un contesto incredibilmente plumbeo.

La titletrack parte subito in quarta nel suo essere un brano potente e dinamico che non disdegna nè alcune accelerazioni nè il ricorso a tocchi “black’n’roll”, rallentando poi in un’oscura fanghiglia sludge. Ogni elemento è al proprio posto, dalle dinamiche dettate dalla chitarra alla sezione ritmica pesantissima ma versatile di Alessandro “Algol” Comerio (basso) e Gianmarco “Asher” Rossi. Non un attimo di noia durante l’ascolto, che in poco meno di 41 minuti mette in mostra i pregi del gruppo e il pieno coinvolgimento dei suoi membri. Citiamo “Saboteur”, un pezzo dal feeling sinistro e surreale che con le dovute cautele potrebbe essere accostato a qualcosa dei Dødheimsgard, ancora “Abandon Everything”, in cui emergono influenze vicine al metal classico e “Longing For Decay”, che prima risveglia l’inevitabile fantasma sabbathiano e in seguito si lascia avvolgere da uno stoner sporco e riverberato.

Nuovo e fondamentale capitolo di una band che prosegue con determinazione lungo il proprio sentiero, perfetto esempio di come l’innovazione non debba necessariamente fare proprie le attuali tendenze.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Agonia Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. We Owe You Nothing 02. Second Chances 03. Saboteur 04. Abandon Everything 05. Longing For Decay 06. Black Overture
Sito Web: http://www.forgottentomb.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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