Paragon – Recensione: Forgotten Prophecies

Inarrestabili e inossidabili i Paragon continuano la loro marcia in favore del “vero” metal con l’ottava release intitolata ‘Forgotten Prophecies’. La prima osservazione che possiamo fare in proposito è notare come il nuovo album dei tedeschi sia ancor più roccioso e “duro” rispetto al precedente ‘Revenge’, che vantava brani spaccaossa come l’ottima ‘Impaler’.

Con il nuovo CD i nostri ripercorrono le sorti di inizio carriera (1990), abbracciando maggiori dosi di riffoni thrashy e muri sonori violentissimi, abbandonando in parte le lunghe song epiche che avevano caratterizzato le ultime release.

Segnaliamo che il CD esce anche in edizione limitata con un DVD che contiene 10 brani live estrapolati dal live at the Metal Bash 2005 nel Roadkill Tour 2005.

Come si diceva in questa release notiamo come i riff di chitarra di Martin Christian e Günny Kruse siano più cattivi ed estremi rispetto al solito; da sentire in proposito la ferocissima ‘Wargods’, l’opener ‘Hammer Of The Gods’ e ‘Face Of Death’, lievemente addolcita solo in fase di ritornello, quando la linea vocale del bravissimo Andreas Babuschkin riesce a dir la sua.

Insomma, si può affermare che questo nuovo disco riabbraccia in pieno la tradizione thrash e quella del power metal statunitense e canadese, riportando in auge suoni che vennero sperimentati a suo tempo da giganti come i mai dimenticati Exciter.

Il primo momento veramente melodico ed epico si ha solo con l’ascolto di ‘Agony’, track oscura e malata, in cui Andreas fa il suo mestiere benissimo, ma che non riesce a convincere come nel passato avevano fatto altre similari track dei nostri.

La successiva ‘Souleaters’ espone l’altra matrice che ci viene proposta dai Paragon di oggi, ossia un cadenzatone secco e graffiante che ha sempre chitarre sporchissime in primo piano. Unico momento di melodia è anche qui relegato all’esecuzione del ritornello.

Uno dei migliori pezzi del lotto si trova verso la fine e si tratta di ‘Gangland’, un ottimo esempio di power metal tosto e fiero, che vede anche un raro breve assolo di basso di Jan Bünning.

La chiusura, con la cover degli Overkill di ‘Deny The Cross’ (praticamente più cavernosa e cattiva anche dell’originale), ci fa capire che l’intento dei Paragon del 2007 è effettivamente quello di suonare i più estremi possibile per la loro matrice compositiva. Per questo motivo questo ‘Forgotten Prophecies’ piacerà soprattutto a chi vuole la band al massimo della sua aggressività e deluderà un poco chi apprezzava anche i brani più epici e melodici dei nostri.

Voto recensore
7
Etichetta: Remedy/Frontiers

Anno: 2007

Tracklist: 01. Hammer Of The Gods
02. Arise
03. Face Of Death
04. Halls Of Doom
05. Revelations
06. Forgotten Prophecies
07. Agony
08. Souleaters
09. Gangland
10. Wargods
11. Deny The Cross (Overkill cover)

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