Foreigner – Recensione: Greatest Hits Live

Ancora una raccolta dal vivo per i Foreigner, in questo caso un greatest hits che peraltro era già incluso nella versione deluxe di “Can’t Slow Down”, album in cui esordiva alla voce Kelly Hansen e che rimane a tutt’oggi l’unica release in studio della line-up post Lou Gramm. La qualità e la classe non si discutono, la performance di Hansen è di quelle che stupiscono per personalità, tecnica e passione, specialmente considerando il fatto che si tratta di una delle sue prime apparizioni dal vivo, il 26 novembre alla Texas Station di Las Vegas. Tuttavia l’operazione di proporre quella che di fatto è la ristampa dei contenuti di cui sopra è quantomeno discutibile, anche considerando che sono passati ormai da sei anni da “Can’t Slow Down” e ci sarebbe fame di nuovi brani.

Sia chiaro, il contenuto è ottimo. L’emozionante “That Was Yesterday”, l’irresistibile sapore pop di “Blue Morning”, la coda strumentale di “Starrider”, la sempre entusiasmante “Urgent” con uno strepitoso assolo di sax sono quattro dei brani più riusciti in una scaletta che non ha cedimenti, eseguita da una line-up solidissima completata dallo storico leader Mick Jones, Tom Gimbel, Jeff Jacobs, Jeff Pilson e Jason Bonham. Bene anche l’impeto con cui viene proposto il mash up di “Juke Box Hero” e “Whole Lotta Love”, impeto che anticipa l’apporto di energia che Hansen ha continuato a dare ai Foreigner in questi ormai dieci anni di militanza, divenendo di fatto l’alter ego di Mick Jones anche per i fan più affezionati.

Tutto bene, quindi, ma il punto è che lo sapevamo già.

Voto recensore
n.d.
Etichetta: earMusic Edel

Anno: 2015

Tracklist:

01. Head Games
02. Cold As Ice
03. Waiting For A Girl Like You
04. That Was Yesterday
05. Blue Morning
06. Dirty White Boy
07. Starrider
08. Feels Like The First Time
09. Urgent
10. Juke Box Hero/Whole Lotta Love
11. I Want To Know What Love Is
12. Hot Blooded


Sito Web: http://www.foreigneronline.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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