Flying Colors – Recensione: Third Stage – Live In London

Da Londra con furore. I Flying Colors portano avanti la loro filosofia di vita, che prevede un album live a breve distanza dalla pubblicazione di un lavoro in studio (un po’ la stessa filosofia dei Transatlantic). “Third Stage – Live In London” fotografa il concerto tenuto dalla band nella capitale britannica lo scorso dicembre, ultima data di un breve tour compiuto da Neal Morse, Steve Morse, Mike Portnoy e compagnia in territorio europeo. La struttura consolidata della band e la loro rigida sequenza nella realizzazione di album non fa che confermare quello che avevamo già dichiarato in occasione dell’uscita del live precedente, “Second Flight – Live At Z7“: parlare dei FC come di un supergruppo, utilizzando questo termina con un’accezione negativa, come di un qualcosa di effimero nel panorama musicale, è ormai riduttivo.

Third Stage“, a differenza del precedente, è un doppio album live, per quindici brani in totale, ripartiti in modo equo fra tutti e tre i lavori in studio pubblicati dalla band. Dal punto di vista della tracklist, notiamo subito alcune sovrapposizioni con il live di cinque anni fa, ma si tratta di cavalli di battaglia che fanno parte a tutti gli effetti della storia della band. “Kayla“, ad esempio, è già di suo un brano clamoroso, ma in questa ultima resa dal vivo diventa ancora più suggestiva e rimane uno dei momenti migliori di questo live, un momento per apprezzare, soprattutto, lo stato di grazia di Steve Morse alla chitarra. Si ha inoltre modo di mettere in risalto ancora una volta la continuità stilistica e compositiva dei Flying Colors, che continuano a navigare nell’oceano di possibilità offerte dal progressive rock e hanno realizzato tre lavori della stessa caratura. Infatti, anche i brani estratti dal recente full length, come “More” o la beatlesiana “Love Letter“, aggiungono spessore al live. Fra l’emozione suscitata da brani tranquilli come “Peaceful Harbor” e la forza che si sprigiona da “Mask Machine“, il nuovo live dei Flying Colors non deve essere considerato come un riempitivo fine a se stesso, quanto come un completamento del lavoro di una band che non finisce di sorprenderci. L’unico appunto che si può fare dal punto di vista esecutivo potrebbe essere la presenza di qualche imperfezione a livello vocale da parte di Casey McPherson, ma si tratta di imperfezioni minime, del tutto giustificabili nel contesto di un lungo conceto dal vivo.

Etichetta: Music Theories Recordings

Anno: 2020

Tracklist: CD 1 01. Blue Ocean 02. A Place In Your World 03. The Loss Inside 04. More 05. Kayla 06. Geronimo 07. You Are Not Alone 08. Forever In A Daze 09. Love Letter CD 2: 01. Peaceful Harbor 02. Crawl 03. Infinite Fire 04. Cosmic Symphony 05. The Storm 06. Mask Machine
Sito Web: https://www.facebook.com/flyingcolorsofficial

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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