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CygnosiC – Recensione: Fire And Forget

I greci CygnosiC celebrano, in occasione del terzo studio album “Fire And Forget”, una sincera devozione alle sonorità elettroniche degli anni’80, che in questa nuova prova in studio non è da vedersi soltanto nella riuscita cover di “Mad Desire” (celebre hit italo-disco di Den Harrow), ma nello svolgersi generale del disco. Georg Psaroudakis utilizza i synth in abbondanza e tesse melodie davvero indovinate, orecchiabili, ma riesce al tempo stesso ad essere graffiante e crepuscolare, grazie ad una produzione naturalmente al passo con i tempi e all’uso del growl, tecnica che potrà rendere “Fire And Forget” un lavoro gradito anche ai fruitori più intransigenti della musica per il clubbing alternativo. Il nuovo album della one man band ateniese trova infatti nel dancefloor il suo habitat più consono, puntando in modo deciso sull’orecchiabilità, come dimostra l’ottima tripletta iniziale composta dalla titletrack, l’enfatica “Escape”, aggressiva e ballabile e ancora “This Is the Night”, dal flavour che potremmo definire quasi rock, grazie all’uso delle chitarre combinate a dei beats muscolari e profondi. Nonostante alcuni momenti di stasi (rischio in cui può facilmente incappare un album che si snoda lungo quattordici pezzi), “Fire And Forget” scorre senza particolari intoppi e pur non facendo gridare al miracolo vanta delle punte di assoluto interesse e di una certa varietà, come dimostrano il gusto ‘80s di “Begin With Me”, l’efficacia di “Greed” e la sperimentazione di “Until Glory”, affidata soltanto agli strumenti.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Black Rain / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01.  Fire And Forget
02.  Escape
03.  This Is The Night
04.  Alone
05.  Crawl
06.  The Drowning
07.  Mad Desire
08.  Begin With Me
09.  One Last Time
10.  Behold The Lie
11.  Greed
12.  The Darkness
13.  Find You
14.  Until Glory


Sito Web: www.cygnosic.gr

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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