Find Me – Recensione: Lightning In A Bottle

Di frequente i “progetti paralleli” non godono di una grande longevità: spesso nate per soddisfare necessità contingenti, che spaziano dall’esigenza di una nuova espressione artistica al meno romantico bisogno di natura economica, queste avventure sono a volte come comete che attraversano i cieli dell’hard rock. Non è questo il caso dei Find Me, una realtà assemblata dalle sapienti mani di Frontiers che si avvale del contributo degli esperti Daniel Flores (poliedrico polistrumentista nei suoi The Murder Of My Sweet) e del cantante Robbie LaBlanc (Blanc Faces, ex-Fury). Capaci fin dagli esordi di suscitare interesse e ritagliarsi uno spazio proprio all’interno della galassia del rock melodico (i precedenti Wings Of Love, Dark Angel e Angels In Blue sono stati tutti recensiti sulle pagine di metallus.it), i Find Me giungono alla pubblicazione del quarto lavoro sulle onde dell’entusiasmo, avvalendosi del contributo di Jonny Trobro, Michael Palace, Rolf Staffan Pilotti ed Alessandro Del Vecchio, quest’ultimo autore della scrittura di tutti i brani (eccezion fatta per una cover di Frank Stallone presa dalla colonna sonora di “Staying Alive”).

Nonostante i progetti di questo tipo corrano il rischio di essere ingabbiati nella categoria a volte soporifera dei soliti noti, un rischio dovuto al fatto che i musicisti coinvolti dalla label italiana sono sì tanti ma – per gli appassionati che li seguono – in fin dei conti un po’ sempre gli stessi, l’album in questione si caratterizza per una quadratura che si manifesta a partire dai primissimi ascolti. La formula è evidentemente vincente: da una parte LaBlanc ha un misto di potenza, controllo ed estensione che pare fatto apposta per cantare (alla grande, va detto) rock melodico, dall’altra l’utilizzo di una line-up ridotta permette una concentrazione sugli aspetti che contano, senza che il disco presti il fianco alle insidie (eccessiva ripetitività, pigrizia compositiva, prevedibilità) tipiche di un genere che vive e muore grazie alla riconoscibilità dei suoi stereotipi. Che “Lightning In A Bottle” sia dotato di un certo guizzo lo si intuisce non solo dall’efficacia della sua traccia d’apertura (“Survive”), ma anche dalla resa pirotecnica della cover “Far From Over” (un colpo coraggiosamente sparato nella primissima parte della scaletta), così come anche dagli arrangiamenti più complessi e ricercati che rendono alcuni episodi particolarmente robusti, intriganti e longevi (“Sail Away”). Pur senza scoprire l’acqua calda, ambizione che con il genere proposto ha del resto poco a che fare, sono tante le occasioni in cui Flores e LaBlanc restituiscono uno spettacolo pimpante: “Diana” è un piatto che potrebbe essere servito in tante diverse varianti e tutte buone, “Distant Echoes” dimostra con autorevolezza che la band è capace di graffiare e “Give My Heart” avrebbe potuto fare parte a pieno titolo della colonna di Rocky IV, se solo fosse stata composta quarant’anni fa.

Un plauso va fatto sicuramente alla qualità del songwriting, superiore per varietà e rifinitura rispetto ad altri – pur sempre dignitosi – lavori prodotti da Del Vecchio: la purezza di episodi come le balladBack To You” e “You And I” sembrano contenere un sentimento potente e genuino, che allontana lo spettro della produzione seriale al quale in tanti abbiamo ormai fatto l’abitudine, con una rassegnazione colpevole e – cosa vuoi – forse anche frutto dei tempi. Complice un piacevole equilibrio tra tastiere e componenti ritmiche, il disco si muove con l’eleganza di una ballerina tra un chorus canterino, un gradevole assolo di chitarra e qualche passaggio più robusto e tagliente, dimostrando la naturalezza ed il garbo con i quali i Find Me riescono ancora una volta a fare dei Find Me un progetto con uno scopo, una visione da condividere ed un senso. Facile all’ascolto ma non per questo banale, “Lightning In A Bottle” è un prodotto consapevole dei suoi punti di forza che si avvale di un titolo davvero calzante: nel suo formato piccolo e trasparente non ci saranno forse la dirompenza imprevedibile né la potenza accecante di un fulmine, ma tre quarti d’ora di ottimo e brioso rock melodico sono ampiamente assicurati.

Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2022

Tracklist: 01. Survive 02. Far From Over (Feat. Vince Di Cola) 03. Sail Away 04. Back To You 05. Diana 06. Distant Echoes 07. Remember (It's Me) 08. You And I 09. Under A Bad Sign 10. Give My Heart 11. On The Run
Sito Web: facebook.com/FindMeBandOfficial

Marco Soprani

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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