Final Chapter – Recensione: Legions Of The Sun

Davvero da guinnes dei primati i dodici anni trascorsi tra la pubblicazione dell’esordio dei Final Chapter e questo secondo disco. “The Wizard Queen” uscì infatti nel lontano 2004, nel bel mezzo del boom del power metal, per Underground Symphony e sempre per l’etichetta tricolore vede la luce il nuovo “Legions Of The Sun”. E, così come allora, si tratta di un grande album. Il sound dei nostri affonda le radici proprio nella musica tanto in voga in quegli anni, ma ha la capacità di catapultarlo ai giorni nostri, con maturità e freschezza compositiva.

Otto song sono sufficienti ai Final Chapter per raggiungere un voto d’eccellenza, costruendo in sapientemente un comparto sonoro che batte territori sicuri, quelli del power metal sinfonico, ma si evolve in modo molto personale, specchiandosi negli anni novanta, ma riscoprendosi più giovane e frizzante in questo 2016. Sono brani lunghi e strutturati quelli che vanno a comporre “Legions Of The Sun”, ricchi di cambi di atmosfere, variazioni di voci, cori epici, poggiati sulle tastiere del leader Andreas Wimmer, che non nasconde il proprio amore per i classici e la musica orchestrale. Con l’opener “Trace Of Fate” si parte da una base power metal in doppiacassa di scuola Stratovarius, ma sono numerosi i richiami ad altre band, come i Masterplan e gli Avantasia, che i Final Chapter riescono a richiamare con rispetto, ma senza alcun copia e incolla. Il vocalist Oliver Strasser si destreggia con disinvoltura tra tonalità più oscure e momenti tirati, ricordando, a livello di timbrica, il mitico Morby dei Domine, come nella coinvolgente “Garden Of Fear”. I tedesconi, che all’esordio si erano avvalsi di diversi ospiti, anche in “Legions Of The Sun” inseriscono spesso e volentieri vocals femminili, come in “The Key”, che mi ha rircordato gli Skylark di “Gate Of Hell”, per l’utilizzo di un clavicembalo sulle parti più speed. I Final Chapter sanno graffiare, ma sono capaci anche di tessere trame finemente orchestrate, come nella pianistica “The Journey”, in cui i tasti d’avorio sono protagonisti dall’inizio alla fine, in un saliscendi vorticoso di ritmiche variegate ed emozioni.

Legions Of The Sun” è il disco che non ti aspetti, partorito dalla mente di una band ormai dimenticata nel cassetto dei ricordi. I dodici anni di attesa sono serviti ai Final Chapter per pianificare minuziosamente il proprio ritorno sulla scena, dando alle stampe un lavoro maturo, raffinato, dirompente, che ha tutte le carte in regola per fare breccia nel cuore dei fan del power teutonico, arricchito da arrangiamenti di gran classe.

final chapter legions of the sun

Voto recensore
8
Etichetta: Underground Symphony

Anno: 2016

Tracklist: 01. Trace Of Fate 02. Sail Away 03. Garden Of Fear 04. Legions Of The Sun 05. Eternal Deep 06. The Key 07. The Journey 08. The Battle
Sito Web: http://finalchapterheavymetal.de/

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