Tarchon Fist – Recensione: Fighters

Passato un anno dall’esordio ‘Tarchon Fist’ e dopo aver suonato ovunque fosse possibile (attività che non solo li ha fatti conoscere in tutto il territorio italiano, ma li ha resi anche una formidabile macchina da guerra live), i bolognesi Tarchon Fist tornano alla carica con un nuovo full length che fa segnalare diversi progressi.

Prima di tutto sottolineiamo come la registrazione ed i suoni di ‘Fighters’ siano ancor più professionali e migliori rispetto a quelli del primo CD; questo fatto di per sé è una credenziale importante considerando che parliamo di un gruppo italiano che certamente non ha alle spalle possibilità economiche eccezionali.

In secondo luogo è stato realizzato con gran cura anche l’artwork di ‘Fighters’, la cui cover pone in primo piano la metafora del guerriero-musicista. Infatti anche all’interno del booklet notiamo come tutti i membri della band siano riproposti in una classica foto live ed anche in un’immagine che li presenta come temibili soldati.

Tornando al discorso miglioramenti aggiungiamo anche, come terzo punto, che ‘Fighters’, oltre al suono e all’artwork propone un piatto decisamente ricco, con dodici pezzi nuovi e un secondo CD con altre otto tracce più due viceoclip; i nostri non dimenticano anche di aggiungere alcune collaborazioni prestigiose come quelle di Robb Weir, Tom Naumann e Dean Robertson che arricchiscono ancor di più la portata.

Per venire alle canzoni che compongono l’album ci imbattiamo ancora in un concentrato di buon heavy metal classico, filtrato dalle radici NWOBHM e da un hard rock robusto e diretto.

Il CD parte con quattro pezzi da novanta che posti saggiamente nell’incipit dell’opera conquistano sin dal primo ascolto.

Parliamo di ‘We are Legion’, opener dal buon impatto che diventerà senz’altro un cavallo da battaglia in sede live, un vero inno, una cavalcata old-style condita da cori ricchi e semplici; passiamo quindi alla rovente ‘3 Days In Hell’ e alla titletrack che snocciola ottimi riff e cori ancora estremamente diretti, senza dimenticare le convincenti parti soliste alla chitarra di Heavy Rico.

Il quarto brano, ‘Victims Of The Nations’, è un vero gioiello che probabilmente risulta anche la track più immediata dell’intero album; a fronte di una melodia eccelsa il brano spara al massimo ritmi “tribali” che pongono in primo piano il basso di Marco Wallace Pazzini, la batteria di Andrea Animal Bernabeo e la voce di Luigi Sange Sangermano, che trova spazio in questa soluzione e viene premiata ulteriormente. Nel pezzo si prosegue poi con un’ottima parte solista di Lucio Tattini alla chitarra e un coro di voci bianche, in quanto il pezzo ha un testo molto attuale e si scaglia contro l’orrenda piaga dei soldati-bambini.

Dopo tanta possanza ed energia abbiamo con ‘Flowers In The Sand’ il primo momento di calma del CD; il pezzo è una malinconica ballad che propone diverse parti acustiche, ma tutto sommato risulta un brano abbastanza anonimo.

Proseguendo l’ascolto del CD troviamo ancora diversi pezzi da novanta come le dinamiche e potenti ‘Hammer Squad’, ‘Thunderbolt’ o ancora ‘Bad Situation’, oppure la rock-oriented sincopata ‘Earth Song’, che evidenziano come la qualità compositiva dei nostri sia davvero ad alti livelli.

Il secondo CD inizia con la riproposizione in chiave metal dell’inno della squadra di football americano di Bologna, ossia ‘Warriors’; dopo l’esposizione di una così chiara e limpida fede calcistica i nostri ci regalano ‘Figli senza domani’, ossia la versione in italiano della bellissima ‘Victims Of The Nations’, che convince pienamente anche in questa veste e, anzi, considerata la profondità del messaggio che contiene, risulta ancor più efficace. Seguono poi una versione differente di ‘Thunderbolt’ e cinque pezzi live che confermano l’energia dei nostri on stage; fra i brani, tratti dal primo album, spiccano anche le cover di ‘Breaking The Law’ dei Judas Priest e ‘Princess Of The Night’ dei Saxon. Il secondo dischetto contiene anche, per arricchire ulteriormente il tutto, gli energici videoclip della recente titletrack e del classico ‘Eyes Of Wolf’.

Considerando quindi che ‘Fighters’ presenta solo alcune cadute di tono come la macchinosa ‘Still In Vice’ o le meno incisive ‘Falling Down’ e ‘Flower On The Sand’ possiamo affermare senza ombra di dubbio che il nuovo album dei Tarchon Fist è un’opera che ogni amante del metallo classico deve far proprio. Considerando poi la ricchezza del contenuto non ci possono essere dubbi in merito.

Voto recensore
8
Etichetta: My Graveyard Productions

Anno: 2009

Tracklist: CD 1:
01. We Are the Legion
02. 3 Days in Hell
03. Fighters
04. Victims of the Nations
05. Flower in the Sand
06. Hammer Squad
07. Thunderbolt
08. Still in Vice
09. Bad Situation
10. Falling Down
11. Earth Song
12. The Game is Over

CD 2:
01. Warriors
02. Figli Senza Domani
03. Thunderbolt (Alternative Version)
04. Black Gold Fever (Live)
05. Metal Detector (Live)
06. Breaking The Law (Live)
07. Bad Man Mania (Live)
08. Princess Of The Night (Live)

Sito Web: http://www.tarchonfist.com

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