Annihilator – Recensione: Feast

Figli di un talento musicale indiscutibile come quello che madre natura ha fornito a Jeff Waters gli Annihilator hanno in realtà avuto una carriera altalenante, minata da troppi cambi di formazione e spesso condizionata da scelte stilistiche inopportune o anche solo da una troppo frequente carenza d’ispirazione che ha portato la band a pubblicare lavori non all’altezza del nome in copertina.

Inutile probabilmente aspettarsi qualcosa che sia in grado di avvicinare l’eccellenza assoluta dei primi dischi, ma dopo un paio di album piuttosto scadenti finalmente gli Annihilator tornano a ruggire come si deve e “Feast” ci riconsegna una manciata di song che promettono bene, soprattutto in vista della loro riproposizione dal vivo.

Deadlock” e “No Way Out” iniziano la scaletta come ci si aspetta: due brani tirati, basati su ritmiche frenetiche e sui riff serrati tipicamente made in Waters, ma anche ben supportati da linee vocali azzeccate e ritornelli melodici. Come sempre la voce di Padden si dimostra forse un po’ impersonale, ma altamente versatile e in grado di non andare mai fuori tema.

Piacevoli anche la più groovy “Smear Campaign” e l’ibrido thrash/funky “No Surrender” (uno dei brani più elaborati del lotto). In realtà non ci sono grandi momenti di stanca nella tracklist e l’unico brano che veramente ci pare inutile è la ballata “Perfect Angels Eyes”, troppo fiacca e standard per emozionare e senza neanche una linea vocale particolarmente accattivante.

Quando invece spingono sull’acceleratore, con un brano anche quasi hard-rock oriented come “Wrapped” o con la complessa e cattiva “Demon Code” i nostri vanno dritti a destinazione, come un treno perfettamente incanalato sui giusti binari. Curiosa la scelta di mettere in fondo alla sequenza due brani lunghi e se vogliamo più “difficili” come “Fight The World” e “One Falls, Two Rise”, vista la natura così simile forse sarebbe stato meglio posizionarli diversamente in scaletta, ma non di meno le due song si dimostrano valide e dalla struttura interessante.

L’edizione limitata del disco presenta un secondo cd con una serie (ben 15) di vecchie song reincise, sicuramente non una rivisitazione ardita e imprevedibile, ma in ogni caso un bel modo di celebrare i tanti anni di attività e di premiare la solidità dimostrata da Padden dietro al microfono (che migliora sotto l’aspetto vocale alcune delle vecchi incisioni).

Nel complesso “Feast” è senza dubbio una bella uscita, un album che piacerà ai fan della band e a tutti gli amanti dello speed metal ben suonato e melodico.

Voto recensore
7
Etichetta: UDR Music

Anno: 2013

Tracklist:

01. Deadlock
02. No Way Out
03. Smear Campaign
04. No Surrender
05. Wrapped
06. Perfect Angel Eyes
07. Demon Code
08. Fight the World
09. One Falls, Two Rise

Bonus Disc
01. Fun Palace
02. Alison Hell
03. King of the Kill
04. Never, Neverland
05. Set the World on Fire
06. Welcome to Your Death W.T.Y.D.
07. Nozone
08. Bloodbath
09. 21
10. Stonewall
11. Ultra Motion
12. Time Bomb
13. Refresh the Demon
14. Word Salad
15. Brain Dance


Sito Web: https://www.facebook.com/pages/Annihilator/9614139730

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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