Fates Warning – Recensione: Live Over Europe

Alzi la mano chi si aspettava che nel 2018 potesse uscire uno dei live più esaltanti degli ultimi anni?!?

Bene, per chi scrive, questo evento inimmaginabile si è concretizzato con “Live Over Europe” dei maestri Fates Warning… un live addirittura solo in versione audio, formato che spesso ho criticato perché ritengo ormai desueto ai giorni nostri per come la componente video abbia assunto un’importanza primaria nel nostro confrontarci con la tecnologia. Certo, con molta probabilità questo collage di date europee è stato ritoccato in studio dalla rodata coppia Jens Bogren/Tony Lindgren ma avendo assistito personalmente alla data di Milano di questo tour, si percepiva all’istante la bontà di quello che sarebbe poi stato il prodotto finale.

“Live Over Europe” è un vero e proprio greatest hits della produzione degli americani, che rasentando i 140 min. di durata passa in rassegna pezzi di ogni uscita di Jim Matheos & Co. da “No Exit” in poi; se è ormai risaputo che Ray Alder non riesca più a cimentarsi nei suoi proverbiali acuti il singer usa il suo proverbiale controllo della voce, soprattutto sulle note basse, per dare una lezione d’interpretazione alle tante (troppe) “sirene” che affollano il mondo metal di oggi e, anzi, la ruvidezza che ha acquisito la sua voce dona ancora più pathos ad alcuni pezzi.

Il resto della band completa la quadratura del cerchio ma questo era prevedibile visto che trattasi di professionisti di tutto rispetto: la sezione ritmica Vera/Jarzombek è una vera macchina da guerra allestita anche grazie ad un bagaglio tecnico immenso (certamente non inferiore ai loro predecessori Dibiase/Zonder), il leader Matheos è sempre posato ma con un suono riconoscibile a km. di distanza ed il confermato collaboratore live Michael Abdow si destreggia alla grande nella riproposizione degli assolo appartenenti a Frank Aresti.

Sebbene posta in apertura l’accoppiata “From The Rooftops”/”Life In Still Water” è uno dei momenti topici di questo live ma è poi un susseguirsi di classici per cui un mero elenco dei titoli lascia il tempo che trova; da un punto di vista personale criticherei solo un paio di scelte come l’inclusione di “Wish” e “Acquiescence” alle quali avrei preferito altro… ma è davvero un trovare il pelo nell’uovo.

Il pubblico trova il massimo del coinvolgimento su “One”, “Pale Fire”, “The Light And Shade Of Things”, “Through Different Eyes” e la conclusiva “Eye To Eye” anche se i momenti più magici del concerto a mio modo di sentire si raggiungono in concomitanza del singolo più recente “Seven Stars”, della lunga e magnifica “Still Remains”, del classico “Point Of View” e dell’ingegnosa “Monument”.

Certamente l’approccio dei Fates Warning sul palco è cambiato, perlomeno dall’addio di Mark Zonder nel 2005 e si è fatto più diretto e “acustico” (nel senso che si è perso in primis l’utilizzo di pad elettronici) ma nonostante si perdano un po’ le suggestioni create dai loro paesaggi sonori in studio senza l’utilizzo di loop, basi o sequenze la proposta si asciuga ma rimane onesta e viscerale andando a creare un prodotto finale da consigliare a tutti, soprattuto chi non conosce questi eroi del Connecticut e voglia avvicinarsi alla loro musica per la prima volta.

Voto recensore
8
Etichetta: Inside Out Music

Anno: 2018

Tracklist: CD 1 01. From The Rooftops 02. Life In Still Water 03. One 04. Pale Fire 05. Seven Stars 06. SOS 07. Pieces Of Me 08. Firefly 09. The Light And Shade Of Things 10. Wish 11. Another Perfect Day 12. Silent Cries 13. And Yet It Moves CD 2 01. Still Remains 02. Nothing Left To Say 03. Acquiescence 04. The Eleventh Hour 05. Point Of View 06. Falling 07. A Pleasant Shade Of Gray, Pt. IX 08. Through Different Eyes 09. Monument 10. Eye To Eye
Sito Web: http://fateswarning.com/

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