Terror 2000 – Recensione: Faster Disaster

Ci sono entità prepotenti all’interno del metallo, senza alcun dubbio. Fra queste, le attese erano molte per il prosieguo della strada iniziata con ‘Slaughterhouse Supremacy’ per Terror 2000. Vista l’ottima accoglienza tributata a Soilwork e l’andamento altalenante di Darkane ci si attendevano sorprese dalla commistione delle band al servizio del progetto parallelo. Non picchia più Henry Ranta ed il suo posto dietro le pelli è stato ricoperto da Erik Thyselius. ‘Faster Disaster’ è il nome di battesimo del nuovo disco, potente distillato di thrash modernizzato e spaccaossa, violento nell’incedere e prepotente nell’atteggiamento. Il fatto di voler a tutti i costi essere cattivi e monolitici ha penalizzato, almeno a livello di canzoni, la nuova venuta, studiata per colpire subito e in maniera diretta ma destinata, alla lunga distanza, a lasciare le sole ‘Formula Flame Feast’ e ‘Menace Of Brutality’ al di fuori di una (troppo) facile accessibilità che non garantisce vita lunga agli ascolti ripetuti, mostrando la corda nella troppo facile assimilazione delle canzoni. Insomma, la medesima sensazione di avere tra le mani un disco che è moderno nei suoni, che è stato realizzato formalmente in modo ineccepibile, ma che ha canzoni “che devono suonare in un certo modo” si affaccia troppe volte, limando la genuinità e la curiosità nei confronti di ‘Faster Disaster’. Un disco cattivo, sì, ma solo questo come ingrediente davvero non ci basta. C’è troppo lievito e la sostanza ne risente. Come quegli articoli che ci sorridono dagli scaffali dei supermercati in maniera accattivante, ma sono a breve conservazione. Fabio Negri VOTO: 5,5 Il ritorno dei Terror 2000 era senza dubbio atteso con curiosità. Il side project che coinvolge membri di Soilwork e Darkane aveva già assestato un buon colpo con ‘Slaughterhouse Supremacy’ e ci si attendeva quanto meno una conferma. ‘Faster Disaster’ decide di premere sull’acceleratore e puntare sull’aggressività, proprio nel momento in cui i Soilwork si muovono verso lidi più melodici, e lo fa con decisione e risolutezza. ‘Back With Attack’ è una palata in pieno volto, l’ideale per aprire un disco e lo stesso dicasi della successiva ‘Formula Flame Feast’. Attacco frontale quindi, giocato sulle formule largamente sperimentate del thrash più bastardo e veloce. Ed è proprio qui il punto debole del disco: omogeneo, pesante, violento, ma tutto sommato prevedibile e privo di quella dinamica che consente ad album di durare mesi sullo stereo. L’impressione è che la volontà della band fosse proprio quella di picchiare duro senza badare ai fronzoli e da questo punto di vista il risultato è stato sicuramente conseguito. Resta il dubbio che probabilmente la band avrebbe i mezzi per fare qualcosa di più, ma forse non è questo lo scopo per cui è nato il progetto. Ci accontentiamo? Per ora sì. Gianluca Voti VOTO: 6,5

Etichetta: Scarlet / Audioglobe

Anno: 2002

Tracklist: Back With Attack / Formula Flame Feast / Headrush / Infernal Outlaw / Burn Out In Blood / Faster Disaster / Menace Of Brutality / Stalkers In The Night / I’m Speed At Night / Killing Machine

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