Daniele Liverani – Recensione: Fantasia

A circa un anno e mezzo di distanza dal suo predecessore, intitolato “Eleven Mysteries” (di cui potete leggere qui la recensione), il polistrumentista Daniele Liverani torna in scena con un nuovo lavoro solista. Somiglianze e differenze si rincorrono e ci danno in prima battuta l’idea di un musicista che non smette mai di stupire i suoi ascoltatori grazie a lavori completi e sostenuti da una grande varietà, ma al tempo stesso coerenti con tutto il percorso artistico dello stesso Liverani (che, ricordiamo, sta producendo album solisti, ma ha un passato più che rilevante, avendo preso parte in prima persona a band come Khymera, gli ottimi Twinspirits ed essere stato la mente alla base del concept in tre parti “Genius”).

Lo stile di “Fantasia” è ancora una volta quel miscuglio di prog metal alternato a tecnicismi neoclassici e a riff heavy metal a cui già in passato siamo stati abituati dalla mente eclettica del suo autore principale. Rimane, in sintonia con il lavoro precedente, un’attenzione particolare riservata alla chitarra, anche se neppure questo si può considerare un album per chitarra solista, dove gli altri strumenti non fanno quindi da riempitivo, ma sono parte attiva ed elementi essenziali del tutto. È da notare anche il fatto che tutti i titoli dei brani, a parte uno, siano composti da una sola parola, come se Liverani intendesse descrivere stati d’animo e situazioni più o meno naturali (da “Apocalypse” a “Daylight”, giusto per passare da un estremo all’altro), ma senza darci troppe direttive, lasciando che sia ognuno di noi ad immergersi nelle sensazioni prodotte dalle melodie di chitarra, e ad interpretarle soggettivamente secondo il gusto e la sensibilità individuali. I brani di “Fantasia” non cadono quindi dall’alto come se fossero una grazia divina, ma cercano e richiedono il contatto con l’ascoltatore, in modo che, in questo caso ancora più che in altri, sia il singolo ad attivare la propria immaginazione. “Black Horse”, con la sua struttura ben ritmata, ricorda bene il movimento di un cavallo al trotto, “Heaven”, quasi una ballata AOR, è, per forza di cose, un delicato viaggio dove tutti gli strumenti suonano in punta di piedi, mentre la già citata “Apocalypse”, uno dei brani più tecnici di tutto il disco, scorre fluida e decisa quasi come un mare di magma distruttore. Insomma, se Daniele Liverani aveva l’intento di lasciare che la mente dell’ascoltatore fosse libera di esplorare immagini e sensazioni di tutti i tipi, ha centrato perfettamente il bersaglio.

Voto recensore
8
Etichetta: SG Records

Anno: 2014

Tracklist:

01. Unbreakable
02. Joke
03. Peacefully
04. Apocalypse
05. Daylight
06. Gigantic
07. Black Horse
08. Outstanding
09. Guilty
10. Heaven
11. Rage


Sito Web: https://www.facebook.com/Daniele.Liverani.Page

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