Shadows Fall – Recensione: Fallout From The War

Gli Shadows Fall hanno tutta la nostra comprensione: la mancanza cronica sul mercato di un nuovo disco dei Testament è causa di fastidio quotidiano per chiunque ami un certo tipo di sonorità. E’ in verità improbabile che sia in effetti questa la giustificazione per una scelta che vede la band virare ulteriormente, almeno per le sei song completamente nuove qui proposte, verso il suono che fu della Bay Area e della band di Chuck Billy in particolare, ma è chiaro che bisogna parlare di ‘Fall Out War’ come di un album di transizione (verso un nuovo contratto discografico) e tributo alle proprio influenze. Certo la voce di risulta più legata al death-hardcore e i suoni in generale hanno un pasta più granulosa che molti anni fa non sarebbe stato possibile ottenere, ma la sostanza (ovvero i riff, le ritmiche, gli assoli e la struttura in generale delle composizioni) richiama in modo incredibile quanto si sentiva su quei dischi. Un assalto ritmico calibrato e ricco di dinamica, una buona tecnica di base, tutto quello che serve per interpretare al meglio lo stile prescelto. Una rilettura efficace di schemi che vedono le loro origini, oltre che nei citati Testament, in band come Exodus, Forbidden, Evildead, tutte formazioni che hanno saputo restare vicine all’idea di base senza per questo assomigliarsi più di tanto. Sicuramente è questo un buon motivo per ascoltare anche l’album in questione con interesse e divertimento, ma dopo un tributo così sfacciato speriamo che la band riesca anche a dire qualcosa di maggiormente personale nell’avanzata verso il successo. L’unica critica ci sentiamo di farla sull’opportunità di vendere a prezzo di novità un lavoro che presenta tre cover e brani reincisi. E poi si dice che il metal non sia un genere commerciale…

Voto: n.g.

Riccardo Manazza

Ancora una volta hanno fatto centro. Gli Shadows Fall sono ormai da tempo una delle realtà di punta del panorama metal made in USA, ed il nuovo ‘Fallout From The War’ non fa altro che avvalorare ulteriormente questa tesi. La band del vocalist Brian Fair migliora di album in album, acquisendo in modo evidente una brillante omogeneità. La relativa confusione presente nei precedenti ‘The Art Of Balance’ e ‘The War Within’, ottimi peraltro, è andata via via scomparendo, lasciando la sensazione di un gruppo molto più compatto musicalmente rispetto al passato. Legati all’heavy- thrash più tradizionale e classico, quello dei mitici 80-90 per intenderci, “restaurano” in modo efficace tutte le caratteristiche appartenenti al genere. Chitarre pesanti come sassi con plettrate al limite della sopportazione, basso sferragliante e contorto nelle ritmiche, batteria pestante, prepotente, e voce urlata. Una serie di song che non lascia respiro. Una bomba col timer innescata nel lettore. Dal primo all’ultimo, i brani sono tutti estremamente validi. Si parte con ‘In Effigy’ una botta senza mezzi termini. Niente intro, nessuna atmosfera d’ingresso, si comincia immediatamente a travolgere. Inizio molto death per ‘Hauntin Me Endlessly’, che ritorna successivamente su sonorità più consone alla band. ‘Carpal Tunnel’ è uno dei momenti più significativi dell’intero ascolto, con un inizio sismico e una melodia che resta appicicata alle orecchie. Tre cover concludono la tracklist, ‘December’ degli Only Living Witness, ‘Mark Of The Squealer’ dei Leeway, e ‘Teasn’, Pleasn” dei Dangerous Toys. ‘Fallout From The War’ è senz’altro l’album della consacrazione per gli Shadows Fall, che fanno un’ulteriore passo in avanti verso un’invidiabile maturità e capacità espressiva. Tra i migliori della scena internazionale, sembrano in grado solo di migliorare. Signori il Thrash è tornato!

Voto 8

Mario D’Ambrosio

Etichetta: Century Media / Emi

Anno: 2006

Tracklist: 01. In Effigy
02. Will To Rebuild
03. Haunting Me Endlessly
04. Seize The Calm
05. Carpal Tunnel
06. Going, Going, Gone
07. Deadworld
08. This Is My Own
09. December(Only Living Witness)
10. Mark Of The Squealer(Leeway)
11. Teasn’,Pleasn’(Dangerous Toys)

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