Faith No More – Recensione: Sol Invictus

Preceduto dai singoli “Motherfucker” e “Superhero”, “Sol Invictus” è probabilmente uno degli album più attesi dell’anno, un po’ per la statura della band, un po’ perché non ce l’aspettavamo più, dopo i mille progetti di Mike Patton e una serie di concerti come Faith No More ormai da qualche anno senza, però, nessun segnale di nuovi lavori in studio.

Come atmosfera, ci troviamo dalle parti di “Angel Dust”, le tastiere di Roddy Bottum fondamentali nella costruzione di un sound oppressivo e sempre unico, impressione questa ben esemplificata proprio dalla già citata “Superhero”, con il luciferino crescendo finale. Non sempre la band è ispiratissima, e se è vero che qualche pausa ci può stare ed è quasi connaturata ad una proposta musicale il cui comune denominatore – se così si può dire – è la discontinuità, rimane un pizzico di rimpianto legato alla brevità complessiva dell’album. E allora l’atteggiamento migliore è quello di lasciarsi prendere, trasportare, fuorviare, dalle schegge impazzite, come l’andatura circospetta dell’oscura opener e title track o i sussurri della claustrofobica “Separation Anxiety”, che fanno palpitare la genialità sempre presente nelle espressioni artistiche e musicali di Patton e soci. Alla furiosa e diretta “Cone Of Shame”, anche questa costruita su un insostenbile crescendo emotivo, fa da contraltare la cangiante “Rise Of The Fall”, che mette assieme il circo fatto di ironia, esplosioni, oscurità in cui la band si muove unica e inconfondibile. Nella parte finale dell’album, soprattutto in “Motherfucker” e in “Matador”, è notevole l’impulso e l’apporto della chitarra di Jon Hudson, mentre non fa notizia la sempre impressionante performance della sezione ritmica Bordin/Gould.

Imperfetto e forse ostico ad un primo ascolto, “Sol Invictus” è un album che merita di essere digerito e vissuto nella sua imprevedibilità. I confronti con le precedenti release della band potranno lasciare qualche dubbio, magari manca un po’ di quell’immediatezza che aveva caratterizzato una manciata di brani negli studio album usciti fin qui. Però la notizia, bella e sicura, è che i Faith No More sono tornati.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Reclamation Recordings

Anno: 2015

Tracklist:

01. Sol Invictus
02. Superhero
03. Sunny Side Up
04. Separation Anxiety
05. Cone of Shame
06. Rise of the Fall
07. Black Friday
08. Motherfucker
09. Matador
10. From the Dead


Sito Web: http://www.fnm.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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  1. Giovanni Messere

    Ci hanno fatto aspettare parecchio ma ne è valsa la pena.

    Reply

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