Disruption – Recensione: Face The Wall

Ferocia thrash svedese e groove metal-core: una ricetta ultimamente molto utilizzata (in certi casi pure troppo) da molte band del Nord Europa, proprio come i Disruption, quintetto svedese che, fin dall’opening-track ‘Breathing Chemicals’ mostrano una furia ed una forza d’urto che ricorda moltissimo (fino al limite della clonazione più sfacciata) i connazionali Carnal Forge del debutto. Questa una delle due facce che la formazione scandinava mette in luce durante le 14 tracce di ‘Face The Wall’, debutto formalmente notevole, anche se il songwriting non strabilia per originalità; infatti, unita alla tipica furia svedese delle band death/thrash nate sulla scia, prima di At The Gates, Dark Tranquillity ed In Flames, poi di Soilwork, Darkane ed, appunto, Carnal Forge, abbiamo un groove derivato dall’hard-core ed anche dal rock’n’roll più grezzo e ‘dirty’ usato dagli ultimi Entombed, ma che può essere riscontrato (anche se in versione più leggera) nella musica della cult-band Turbonegro. E’, per l’appunto, in brani come ‘Thank You, Fuck You’ o ‘Downwards’ che emerge questo spirito groovie, che va a toccare, però, grazie alle brutali e sobrie chitarre di Eriksson e Lundqvist, anche i lidi più classicamente metal-core, con riferimenti alla scuola di New York di Sick Of It All e pure Biohazard, con il cadenzatissimo brano ‘Knocked Out Of The Sky’. Si riparte in quarta (con il quasi plagio di un brano degli Arch Enemy di ‘Wages Of Sins’) sull’attacco di ‘Into The Raging Stream’, dove Jonas Renvaktar, singer della band svedese e protagonista di una bella prova dietro il microfono, vomita rabbia e passione dalle sue roventi corde vocali, senza tralasciare quel pizzico di ruvida melodia che rende i refrain dei Disruption incredibilmente memorizzabili. La title-track è un ritorno al più classico thrash/death svedese, come classico, in pratica, è tutto questo disco, potente, godibile, prodotto in maniera azzeccata e suonato con perizia ed energia. Nulla di più da dire, se non che l’amalgama fatta dai 5 svedesi, tra metal estremo scandinavo, hard-core e rock’n’roll brutale e grezzo, benché realizzata con gusto e mestiere, suona leggermente troppo canonica e ‘scolastica’ (sembra strano sentire un termine del genere usato per quest’attitudine musicale), troppo legata ad un trend molto in voga; in pratica, una buona band, con un disco piacevole che sicuramente piacerà a molti in questo momento: resta il dubbio se supererà o meno la ‘quarantena’ dei 12-18 mesi della tendenza attuale, evitando di finire nel cassetto di un passato ‘anticipato’. Per ora, un discreto lavoro, che merita, di certo, più di un ascolto. Speriamo in un salto di qualità con la prossima release.

Voto recensore
6
Etichetta: Blakk Records/Copro Records

Anno: 2005

Tracklist: 01. Breathing Chemicals
02. King Of The Kill
03. Thank You, Fuck You
04. Downwards
05. Knocked Out Of The Sky
06. Into The Raging Stream
07. Headstone
08. Face The Wall
09. Demolisher
10. The Ceremony
11. Stabwound Assassination
11. Rot
12. Professional Terrorist
13. The SloughterHouse


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