Extreme – Recensione: Pornograffitti

Dopo un ottimo esordio eponimo che ci mostrava una band ancora leggermente acerba ma dal potenziale tecnico/compositivo enorme gli Extreme fecero il vero e proprio “botto” con il successivo “Pornograffitti” esattamente 25 anni fa; l’album fu certificato doppio platino nel corso degli anni trainato da singoli di successo come “More Than Words”, “Hole Hearted” e “Get The Funk Out” e da un memorabile tour mondiale.

La formula degli Extreme (che saranno tra poco in Italia proprio per festeggiare l’anniversario di questo lavoro) è abbastanza semplice: una base hard rock venata di funky viene “violentata” dal talento chitarristico di Nuno Bettencourt che sciorina assolo e ritmiche fuori categoria ed è tutt’ora venerato come uno degli ultimi guitar heroes (cercate le innumerevoli collaborazioni in ambito pop alle quali ha partecipato).

Soprassedendo su un contenuto lirico abbastanza superficiale che parla di sex, love e derivati meglio forse disquisire sul contenuto musicale di questo lavoro uscito su A&M che compatto su formato ottico un vero proprio saliscendi emotivo a suon di robusto hard rock e melodie catchy all’ennesima potenza; l’andamento sostenuto e groovy di “Decadence Dance” sfocia nella prima di tante parti soliste epocali di Bettencourt con un ottimo apporto della sezione ritmica Badger/Geary che, a onor del vero, non si è mai distinta in quanto a brillantezza strumentale ma per essere una solida spina dorsale per le svisate del chitarrista di origini portoghesi e l’istrionismo vocale di Gary Cherone; uptempo che ritroviamo anche su “It (‘s A Monster)” e “Suzi (Wants Her All Day What?)”, pezzi, in teoria minori ma che suonano ancora oggi freschi ed attuali.

La vena funky si erge a protagonista in tracce mitiche come “When I’m President”, “Get The Funk Out”, la title track e quella “He Man Woman Hater” famosa anche per l’introduzione funambolica di “Flight Of The Wounded Bumble Bee” (in realtà non presente in track list). Come dimenticare infine le dolci note delle hit milionarie “More Than Words” e “Hole Hearted” coadiuvate dalla forse eccessivamente zuccherosa “Song For Love”?

Pornograffitti” è davvero un album inattaccabile e adatto a tutti gli amanti dell’hard rock più easy listening ma con un occhio di riguardo alla tecnica esecutiva nonché alla fase compositiva che non è mai mancata a questo combo di Boston.

Etichetta: A&M

Anno: 1990

Tracklist:

01. Decadence Dance
02. Li’l Jack Horny
03. When I’m President
04. Get The Funk Out
05. More Than Words
06. Money (In God We Trust)
07. It (‘s A Monster)
08. Pornograffitti
09. When I First Kissed You
10. Suzi (Wants Her All Day What?)
11. He-Man Woman Hater
12. Song For Love
13. Hole Hearted


Sito Web: http://extreme-band.com/site/

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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