Stielas Storhett – Recensione: Expulsè

Stielas Storhett è un nome ancora poco noto, nel panorama post-black metal, e corrisponde a una one-man band russa, originaria di Murmansk, città del circolo polare artico, dove le notti sono davvero infinite, e il freddo un compagno quasi costante.

Damien T.G, mastermind dietro al progetto, ha certamente subito l’influenza di queste caratteristiche ambientali, che effettivamente permeano e incidono il sound di questo secondo full-length “Expulsè”. Vi si trovano sette brani intensi, drammatici, devoti al gelido spirito tradizionale del black, ma dotati di una intelligenza ritmica e melodica non comune, che dona al disco una freschezza e u8na varietà per nulla scontate, soprattutto in un lavoro dallo stampo ancora underground.

L’inquietante opener “Dying Delirium” accoglie l’ascoltatore in un mondo gelido e notturno, che la seguente “Buried by Storm and Eternal Darkness” descrive ancor più dettagliatamente, attraverso partiture di chitarra semplici ma dannatamente efficaci.

L’originalità della scrittura di Stielas Storhett emerge con definitiva chiarezza nel trittico seguente, composto da una “All Paths Lead to Oblivion” con efficaci poliritmi, il malinconico intermezzo strumentale “Hush-a-bye” e l’articolata “Two Lifeless Months”.

Il progetto di Damien T.G. echeggia, per certi versi, i Lifelover meno teatrali, ma soprattutto gli Shining di metà carriera, quelli non ancora afflitti dalle manie da rockstar di Kvarforth, ma abili nel miscelare umori di vario colore, così come suggestioni musicali anche lontane dal metal estremo, fra cui il notturno sax (in realtà sdoganato nel metal estremo sin dai tempi dei Naked City di John Zorn).

“Expulsè” è quindi un opera che (a parte forse l’interlocutoria copertina, molto demo tape) stupisce per l’alto livello di concentrazione e accuratezza, lontana anni luce dalle auto-commiserazioni in musica di tante (troppe) one-man band depressive black, ma anzi dannatamente vigile e sveglia, ben suonata e ben registrata, pur non perdendo un grammo della sua natia oscura asperità underground black.

Stielas Storhett, un’ottima sorpresa, promossa dalla nostrana Code666, che, dalle rive del glaciale mare di Barents, getta il suo sguardo sull’inquietante oscurità che è fuori e dentro di noi.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Code666

Anno: 2011

Tracklist:
1. Dying Delirium
2. Buried by Storm and Eternal Darkness
3. All Paths Lead to Oblivion
4. Hush-a-bye
5. Two Lifeless Months
6. Expulsè
7. Angel Of Death

Sito Web: http://www.myspace.com/stielasstorhettofficial

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