Exodus – Recensione: Impact Is Imminent

Talvolta capita che nelle retrospettive sulla nascita del thrash metal non venga data la giusta importanza agli Exodus, scatenato quintetto della Bay Area che nel biennio 1983 – ’84, insieme a Metallica (cui avevano appena “ceduto” Kirk Hammett), Megadeth, Slayer e in buona parte Anthrax, attuò la fusione tra l’heavy metal più accelerato e il punk-hardcore meno politicizzato, dando vita ad a un genere che tra alti e bassi, tra underground e mainstream, tra inerzia compositiva e revival, è sopravvissuto in buona salute fino ad oggi. Detto ciò, all’insegna del “forse non tutti sanno che…” questa volta abbiamo deciso di parlarvi del loro quarto lavoro, non troppo famoso ma non per questo insignificante. Anzi, tutt’altro.

Come traspare dalla copertina e recita espressamente il titolo, quello di cui scriviamo è un disco d’impatto: se la line-up di questo validissimo lavoro sulla lunga distanza (registrato ai Music Grinder e Two Mendocino Studios) è per 3/5 quella del primordiale “Bonded By Blood”, l’aggressività che sprigiona dai riff del duo Holt-Hunolt e dalle linee vocali di Steve “Zetro” Souza è quasi pari a quella che aveva contraddistinto i lavori precedenti e da parte sua John Tempesta con il suo drumming forsennato e quasi rocambolesco sa reggere abbondantemente il confronto con quello di Tom Hunting (non a caso quattro anni dopo lo troveremo nel deflagrante “Low” dei Testament). Complessivamente non si registrano cadute di stile, la linea di fondo che accompagna le tematiche trattate nei testi (sensazionalistici) e lo sviluppo dei pezzi (forse prevedibile, ma va benissimo così) è più che coerente con il messaggio musicale che ci si aspettava nel ’90 dai cinque thrasher. Tra le altre, sono da segnalare l’opener, suonata tutta d’un fiato, la trascinante “The Lunatic Parade” (cavallo di battaglia durante i live), “Objection Overrules” (il cui videoclip ricalca quello di “Madhouse” degli Anthrax) e “Thrash Under Pressure”, perfetta come traccia conclusiva non solo di un disco lineare, solido e compatto ma anche di un tipo di sound legato a schemi compositivi tipici di quel particolare metal a stelle e strisce che da lì in poi non sarebbe più stato lo stesso.

Se al momento della sua uscita l’album non era forse stato apprezzato al pari dei tre precedenti dai vecchi fan del combo di San Francisco, tiene comunque alto il vessillo di quel sound che l’aveva reso famoso agli esordi, mentre il successivo “Force Of Habit” (1992) sarà un tentativo di avvicinamento alle sonorità che andavano forte all’epoca: ricordiamo che negli USA di quegli anni si registrava un avvicinamento di certe frange di metal al rap, l’esplosione del grunge ma soprattutto una tendenza generalizzata di certo thrash a farsi contaminare da suoni groove, processo quest’ultimo che, seppur parzialmente, coinvolse per un certo periodo anche gli Exodus.

Etichetta: Capitol Records

Anno: 1990

Tracklist:

01. Impact Is Imminent
02. A.W.O.L.
03. The Lunatic Parade
04. Within The Walls of Chaos
05. Objection Overruled
06. Only Death Decides
07. Heads They Win (Tails You Lose)
08. Changing Of The Guard
09. Thrash Under Pressure


Sito Web: http://exodusattack.com/

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Ben

    ..bah, io avrei recensito “Faboulus Disaster”…

    Reply

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