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Excalion – Recensione: Dream Alive

Gli Excalion sono arrivati fuori tempo massimo. Il loro esordio, l’appena sufficiente “Primal Exhale”, uscì nel 2005, quando il trend del power metal era già in fase calante, ma la band è riuscita comunque a sopravvivere, proponendo altri due discreti album di classico heavy nordico, sulla scia di Stratovarius e Sonata Arctica. “Dream Alive” è il quarto capitolo della discografica e ci permette di ritrovare il gruppo finnico in discreta forma, autore di un lavoro sì derivativo, ma piacevole e professionale.

Tastiere à go go, ritornelli ariosi, ritmiche serrate: gli Excalion mettono sul piatto tutto ciò che può far ingolosire i fan del power metal, ma che già abbiamo ascoltato a più riprese. La doppietta inziale “Divergent Falling” e “Centenarian” ci fa capire di che pasta sono fatti i nostri, con cliché tipici del genere ed un approccio comunque energico, grazie al cantato del vocalist Marcus Lang. “Dream Alive” scorre via liscio, tra qualche puntata di metal melodico e di pomp hard rock, con le tastiere che predilogono passaggi veloci ad arrangiamenti sinfonici ed orchestrali. C’è anche una suite, la conclusiva “Portrait on the Wall“, divisa in tre movimenti, davvero convincente nel suo alternare atmosfere differenti, grazie al pianoforte ed a chorus d’impatto.

Gli Excalion appratengono ormai alla lista dei superstiti, quelle band sopravvisute allo Tzunami che ha colpito il mercato power a metà anni 2000. I nostri continuano per la propria strada proponendo dischi per un pubblico di fedelissimi, che seguirà sempre la scena e lavori come questo “Dream Alive“, che non sarà rivoluzionario, ma ci regala undici pezzi convincenti.

 

Voto recensore
6,5
Etichetta: Scarlet Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Divergent Falling 02. Centenarian 03. Marching Masquerade 04. Amelia 05. Release the Time 06. One Man Kingdom 07. Deadwater Bay 08. The Firmament 09. Man Alive 10. Living Daylights 11.Portrait on the Wall Act I: Forlorn Son Act II: Repentance Act III: To the New World

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