Ewigkeit – Recensione: Cosmic Man

James “Mr. Fog” Fogarty, torna con “Cosmic Man”, settimo studio album del suo progetto personale Ewigkeit. Il multi strumentista, attualmente in forza anche nei ritrovati In The Woods… riprende le redini degli Ewigkeit quattro anni dopo “Back To Beyond” (platter che vide il nostro tornare momentaneamente nei territori black metal da cui la band si era generata) e propone con “Cosmic Man” un album che si addentra più nei meandri del metal sperimentale delle uscite degli anni 2000. In particolare la nuova creatura guarda convinta al sound classico, soffermandosi spesso su ben noti ritrovati maideniani (non a caso, la Vergine di Ferro è omaggiata anche dalla cover di “Two Minutes To Midnight”).

L’incipit strumentale dal gusto psichedelico “Quantum Eraser”, funge da apertura a “Cold Souls”, primo e forse unico brano che vede alcune concessioni ai retaggi black, con ritmiche veloci e voce in screaming, tuttavia già accoglie una melodia portante efficace, parti di voce pulita e un assolo di chitarra piacevole. Un modus operandi che per la verità si riproporrà anche durante il resto del disco, che punta molto sull’estetica del brano tralasciando eventuali fattori sorpresa. In questo senso il lavoro è comunque ben fatto, i pezzi riescono ad essere sufficientemente ficcanti e coinvolgono, per quanto le soluzioni siano quasi sempre le medesime. Fanno eccezione il groove più moderno di “Death Is The Portal” e di “Thief In The Sky”, quest’ultima interpretata con un tono di voce baritonale particolarmente intenso.

Si esagera forse un po’ con gli omaggi ai Maiden nella strumentale “Space Horse”, ma l’utilizzo degli hammond e dei leggeri ritrovati psichedelici (gli In The Woods… paiono aver lasciato traccia) riportano Fogarty sulla giusta strada già con “Running Away From The Circus” e ancora con la bella “Back To Beyond”, toccata da pennellate “dark” che da sempre fanno parte del background del nostro. Si chiude dunque con la citata cover di “Two Minutes To Midnight”, che a ben vedere ricalca l’originale e non sorprende, semmai esalta le doti canore (comunque notevoli) di Fogarty.

Chiudiamo dunque segnalando come il disco sia piacevole ma al contempo lasci con un pizzico di amaro in bocca. Dopo la performance straordinaria con gli In The Woods… , da James Fogarty ci saremmo aspettati un ritorno entusiasmante, dobbiamo invece accontentarci di un album di ottimo mestiere e piacevole ma che pecca un po’ di presunzione nel riciclo di idee comunque già sfruttate.

Voto recensore
6,5
Etichetta: Svart Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Quantum Eraser 02. Cold Souls 03. Death Is The Portal 04. Neon Ghoul Ride 05. Space Horse 06. Running Away From The Circus 07. Thief In The Sky 08. Time Travelling Medicine Man 09. Back To Beyond 10. Two Minutes To Midnight
Sito Web: https://www.facebook.com/ewigkeitofficial/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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